Rinnovati gli organi del Nuovo Convegno; Fabio Lopez Nunes è il nuovo presidente

Insider-Associazioni

di R. I

Il Nuovo Convegno è sorto negli anni ’80 del Novecento sulla scia di analoga istituzione fra le due guerre e prima delle leggi razziste, per ricollegarsi alle tradizioni e contribuire a rilanciarne la conoscenza, lo studio, la vitalità dell’ebraismo milanese; promuove attività di carattere culturale, creativo, sociale. Organizza frequenti conferenze, escursioni e viaggi per l’Italia e l’Europa.

Il 26 maggio scorso si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Consiglio e sono risultati eletti, in ordine di voti: Sergio Terracina, Fabio Lopez Nunes, Paola Vita Finzi Zalman, Francesca Calabi, Rosanna Milano, Marco Soria, Giovanni Steinwurzel, Marco Fiorentino, Anna Elisa Ravenna.

Nella prima seduta del nuovo Consiglio, Fabio Lopez Nunes è stato eletto Presidente, Paola Vita Finzi Zalman Vicepresidente, Marco Fiorentino Segretario, Giovanni Steinwurzel Tesoriere. Lopez è architetto, paesaggista, già dirigente pubblico; proviene da una famiglia ebraica italiana particolarmente attiva: il nonno fu Sabatino, il noto commediografo livornese, sionista e cofondatore del Convegno negli anni ’20 del Novecento; l’altro nonno, Achille Colombo, fu stimato industriale della carta in Piemonte e nel Mezzogiorno; il papà Guido fu attivo nella vita ebraica cittadina e nel Nuovo Convegno fin dai tempi di Marcello Cantoni, e la mamma Gigliola era impegnata nell’attività del Cdec.

“Nella mia vita – ha dichiarato Lopez – mi sono occupato di tante altre cose: natura e parchi, ambiente, mobilità sostenibile, grafica, storia di Milano, Leonardo da Vinci, disegnare, scrivere. Alle altre cose si è aggiunta, da pensionato, la gestione del progetto Pietre d’inciampo per il territorio di Monza e Brianza, dove ho lavorato per moltissimi anni; più che per caso che per vocazione. Ma poi mi sono reso conto che quel lavoro era indispensabile, e lo è sempre di più, visto lo stato delle cose. Per quella missione, mi sono immerso nella trasmissione della memoria, non solo della Shoah, ma di tutta la deportazione civile e militare. Sono laico, rimango tale, sebbene la cultura e la tradizione ebraica miscelata a quella italiana siano nel mio DNA. Mi accingo quindi a prendere questo incarico con lo spirito di imparare da tutti e pronto a correggermi dove sbaglierò. Cercherò di fare del mio meglio. Un ringraziamento deferente a Paola Vita Finzi e Rosanna Milano che hanno gestito con energia e passione il circolo sinora e un ricordo affettuoso di Matilde Algranati, vicepresidente, recentemente scomparsa. Per me è un cominciare dall’inizio: Berescit”.