Il Finanziere Edouard Cukierman al Bené Berith di Milano

di Bené Berith Milano, Nathan e Anna Cassuto

La rivoluzione tecnologica di questo secolo passa anche da Israele. Un piccolo Paese di 8 milioni di abitanti produce innovazione tecnologica per un controvalore di quasi 80 miliardi di dollari, ai valori effettivi di exit di molte start up israeliane.

Un Paese definito da molti “Start Up Nation” ha saputo creare un ambiente unico per capacità di creare innovazione tecnologica: il ruolo dello Stato, la libertà garantita da solide istituzioni, le immigrazioni continue che creano stimoli intellettuali e la vivacità intellettuale dei cittadini israeliani hanno permesso a Israele di essere il centro dell’innovazione tecnologica attirando interessi non solo del mondo Occidentale (USA in primis) ma anche di Paesi quali la Cina.

Martedì 7 gennaio ne ha parlato al Bené Berith di Milano, presentando il libro “Israel Valley – Lo scudo tecnologico dell’innovazione” il finanziere Edouard Cukierman, in una serata moderata da Barbara Pontecorvo, (avvocato e Presidente dell’Osservatorio Solomon contro le discriminazioni) con Paolo Sabbadini (rappresentante della Cukierman Investment House in Italia) e arricchita dalla presenza del Presidente della Comunità di Milano Milo Hasbani.

Hanno aperto la serata il Presidente del Bené Berith di Milano Joe Abeni e il Membro del Board mondiale del B’nai B’rith Paolo E. Foà.

La sala gremita di un pubblico non solo del Bené Berith e della Comunità, ha permesso al Bené Berith di svolgere ancora una volta un lavoro di diffusione di valori positivi della società israeliana in un momento storico nel quale antisionismo e antisemitismo sono molto forti anche in Occidente.

Anche in questo modo il Bené Berith in tutto il mondo combatte l’antisemitismo.

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