Luciano Bassani e Sami Sisa dell'AMDA, che sostiene la costruzione della nuova banca del sangue

Nuova Banca del Sangue: il 25 marzo al Teatro Elfo Puccini una serata per conoscere un grande progetto

di Ilaria Myr
Insieme alla questione dell’acqua, la raccolta di sangue è la più grande causa degli ultimi 100 anni per tutto il mondo, senza distinzioni. La crescita esponenziale della popolazione, insieme al moltiplicarsi delle guerre e del terrorismo in tutto il mondo, rendono infatti di vitale importanza dotarsi di sempre più grandi quantità di sangue per salvare vite umane.

Ma non basta. «Oggi più che mai è necessario mettere in sicurezza queste scorte dagli attacchi: come dimostra anche la guerra in corso in Siria, una delle nuove tecniche più adottate durante i conflitti per annientare il nemico è mirare la Croce Rossa e gli ospedali, rendendo così impossibili le cure mediche, con un impatto psicologico fortissimo sulla popolazione colpita, nonché sull’opinione pubblica internazionale. Per questo è importante sostenere il progetto del Magen David Adom di costruzione della nuova Banca del Sangue nel comprensorio dell’Ospedale Sheba, a Ramla, per far fronte all’aumentato fabbisogno di sangue del paese – si stima che nel 2030 ci sarà bisogno di 500.000 sacche di sangue all’anno contro le attuali 270.000 – e scongiurare i rischi terroristici e sismici». Parlano con entusiasmo misto a una profonda cognizione di causa Sami Sisa (a destra nella foto) e Luciano Bassani (a sinistra), rispettivamente presidente e vice-presidente dell’associazione Amici del Magen David Adom, impegnati nella raccolta fondi per il nuovo progetto della Bank Hadam dell’MDA: un nuovo centro all’avanguardia,  conforme alle norme antisismiche, sviluppato su 5 piani, di cui tre sotterranei, che diventerà il punto nevralgico per la gestione della fornitura del sangue in tutto Israele, nonché un centro di ricerca e sviluppo. Si tratta di un’impresa ambiziosa e molto costosa – il suo costo supera i 100 milioni di euro – che, nelle intenzioni dei suoi promotori, dovrebbe vedere la luce al più tardi entro tre anni. Al momento sono già stati raccolti dei finanziamenti dalle friend societies di Usa e Regno Unito, insieme a una donazione privata americana, che hanno consentito di iniziare gli scavi. Ma c’è ancora bisogno urgente di fondi.

Proprio a questo scopo gli Amici del Magen David Adom Italia hanno organizzato la serata Blood Brothers che si terrà il 25 marzo al Teatro Elfo Puccini: ospite d’onore Eilat Shinar, direttrice della Banca del Sangue e dei servizi trasfusionali del Magen David Adom e una delle massime autorità internazionali in ematologia. Presenti anche alte autorità del Magen David Adom, Yonathan Yogodowski e Anat Rappaport. La serata sarà resa ancora più interessante con la lecture di Yosi Yehoshua Redattore affari militari del Yediot Ahronot che parlerà della situazione militare sul campo e sui rischi di una guerra nelle città.

«L’attuale banca del sangue di Tel Hashomer, che contiene 300mila sacche, non è attrezzata per far fronte ad attacchi missilistici importanti – spiegano a Bollettino-Bet Magazine -, e se venisse colpita da uno dei 120mila missili di Hezbollah di grande precisione, sarebbe un disastro di dimensioni incommensurabili, e non solo per Israele. Il Magen David Adom è infatti un centro di ricerca ematologica all’avanguardia nel mondo, che collabora strettamente con istituti di tutto il mondo. Basti pensare che a ogni tragedia umanitaria nel mondo – il terremoto in Nepal o Haiti – gli israeliani dell’MDA sono i primi ad arrivare sul luogo della catastrofe e gli ultimi ad andarsene. Ma siamo operativi anche in Cisgiordania e abbiamo rapporti anche con i Paesi confinanti, come ad esempio la Giordania. Per il Magen David Adom ciò che conta è salvare una vita  umana, tutto il resto non conta».

Ad oggi il Magen David Adom fornisce il 97% del fabbisogno di sangue e di tutti i derivati ematici di tutto lo Stato di Israele, venendo in soccorso di tutti, senza distinzioni di religione ed etnia: ebrei, musulmani, cristiani, drusi, circassi, stranieri, tutti per l’MDA hanno indistintamente il diritto di essere salvati grazie al sangue e alle sue cure.
«Quello che l’MDA dà quotidianamente con il suo impegno è un messaggio di pace e di speranza, che va oltre le barriere politiche e nazionali, in difesa della sacralità della vita umana – continuano Sisa e Bassani -. Per questo abbiamo deciso di “metterci la faccia”, sposando con tutte le nostre forze un progetto fondamentale per la vita di Israele, e non solo. Perché dovete venire? Perché stiamo dando l’anima a questa iniziativa, che darà un enorme contributo a una causa fondamentale. Sosteneteci in questo nostro sforzo, è di importanza vitale».

“Blood Brothers” – Domenica 25 marzo dalle ore 19.30
Teatro Elfo Puccini
Corso Buenos Aires 33
Info e biglietti:
info@amdaitalia.org
Silvia Voghera 392 0069690
Daniel Avrilingi 338 1827606
Per donazioni: IBAN IT05X0325001600010000011165

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