Al lavoro, per farci conoscere

di Rosanna Supino, presidente AME

Associazione Medica Ebraica – Bilancio di un triennio di attività. Dalla presenza sul territorio, alle collaborazioni interreligiose

L’AME, Associazione Medica Ebraica, è costituita da medici e operatori della sanità (infermieri, paramedici, odontoiatri, psicologi, veterinari, biologi…) ebrei e non ebrei interessati alla cultura ed etica medica ebraica. AME approfondisce argomenti rivolti a tutti, correligionari e no. Ha sezioni territoriali a Milano (AMEMilano), a Roma (AMERoma) e in Emilia-Romagna e Toscana (Gruppo Maimonide). I nostri principali obiettivi intendono: agevolare i rapporti con le associazioni e le istituzioni sanitarie in Italia, in Israele, in Europa e nel resto del mondo; contribuire alla diffusione della cultura etica medica ebraica nella società italiana; dare un apporto allo sviluppo coordinato di una “medicina di comunità” secondo le direttive dell’OMS.
Le sezioni territoriali organizzano attività nelle rispettive città mentre AME nazionale tiene rapporti con UCEI, Rabbinato, altre istituzioni ebraiche (CDEC, AMDA con cui assegniamo borse di studio per partecipare ai corsi di emergenza-urgenza in Israele…), rappresentanti di altre religioni e piccole comunità ebraiche, operando quindi per progetti ed eventi su scala nazionale. Nostra referente in Israele è la IMA (Israel Medical Association) a cui fanno capo varie associazioni mediche ebraiche della diaspora.
A febbraio scade il mandato di Presidente dell’AME (nazionale) che mi è stato conferito a seguito dell’assemblea dei soci del febbraio 2017. Tre anni di intenso lavoro e di grandi soddisfazioni.
In questi tre anni, per rispondere ai nostri obiettivi e ai problemi della nostra società, abbiamo organizzato incontri e convegni sia di interesse ebraico sia relativi a tematiche del territorio; ad esempio prevenzione dentale, osteoporosi, circoncisione, donazioni di sangue, donazione degli organi, testamento biologico, valori simbolici e nutrizionali del pane…
Abbiamo ottenuto l’approvazione dell’UCEI per due progetti rivolti alle nostre Comunità e in particolare ai giovani. Il primo è il “progetto malattie genetiche”, già svolto a Milano e a Roma, per la prevenzione di tali malattie diffondendone informazioni e creando una rete di genetisti a disposizione per qualunque consulenza e per molti test genetici. Per questo progetto abbiamo pubblicato un libretto esplicativo per un pubblico non esperto, che è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.
Il secondo è “Potrò avere dei figli? La infertilità maschile e femminile”. Argomento che verrà affrontato presso le scuole ebraiche di Milano e Roma nei primi mesi del 2020. Anche in questo caso verrà distribuito ai ragazzi degli ultimi anni delle scuole superiori un opuscolo informativo.
Molto stiamo facendo per regolarizzare e fare una assicurazione per i Mohalim. Per questo sono in contatto con la Association Française des Mohalim e con quella inglese e confido di vedere presto i risultati a livello europeo.

Dialogo interreligioso e sanità
Siamo molto attivi nel dialogo interreligioso nella sanità. In Lombardia, nell’ambito del gruppo “Insieme per prenderci cura”, un gruppo di lavoro nato nel 2015 su iniziativa della Biblioteca Ambrosiana e con la nostra collaborazione (in particolare Giorgio Mortara a cui va il nostro ringraziamento). Con il coinvolgimento di COREIS-Comunità Religiosa Islamica, Unione Buddhista, Unione Induista, Ordini dei medici e degli Infermieri della provincia di Milano, svolgiamo seminari nelle università, negli ospedali e nelle residenze sanitarie per sensibilizzare, informare e formare il personale sanitario (medici e paramedici) alla accoglienza di pazienti non-cattolici.
A Roma, altri colleghi hanno collaborato alla stesura del contratto di intesa con ospedali e università e altre religioni, partecipando al “Tavolo interreligioso di Roma” (di cui è responsabile Maria Angela Falà) per la firma di un “Manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita” contenente “I nove diritti interreligiosi nel fine vita”; oppure organizzano e partecipano a convegni quali “Salute e interculturalità: il punto di vista delle religioni” con l’Università La Sapienza. Vari libri tra cui Salute e Identità religiose ed Etica laica e religiosa dei trapianti di organo sono stati pubblicati e diffusi gratuitamente.
Queste attività porteranno a facilitare la comprensione e quindi la disponibilità a soddisfare le esigenze dei nostri correligionari e di persone di altro credo religioso.

Nell’ambito di questo progetto abbiamo anche partecipato alla delibera del Comune di Milano per la istituzione di “Stanze del silenzio” (o di meditazione o dei culti) cioè delle stanze senza simboli ma con tutto quello che può essere necessario a ciascuna religione o spiritualità, dove potersi raccogliere in preghiera senza essere in uno spazio pubblico e quindi senza essere disturbati. Ministri di culto di tutte le religioni potranno accedere e svolgere funzioni in questi spazi. Queste stanze saranno nelle residenze sanitarie, negli ospedali, nei cimiteri, negli spazi sportivi (pensiamo alle Olimpiadi 2026!). La partecipazione a questi gruppi di lavoro è rilevante perché ha un ruolo nella diffusione dell’informazione che in Italia, e nel resto del mondo, ci sono molti diversi credi religiosi e spirituali con esigenze diverse da quelle cattoliche.
Inoltre, faccio parte del Comitato di bioetica dell’Ordine dei Medici di Milano che porta avanti una valutazione critica delle più recenti proposte di legge nel settore sanitario.
AME è stata promotrice (insieme al CDEC) della mostra e dei seminari tenuti all’Università di Milano e Roma su “Medicina e Shoah”. Questa mostra è stata organizzata dalla Sapienza e poi inclusa nel “Progetto memoria” dell’UCEI con il MIUR, è stata presentata, in collaborazione con AME, con giornate di studio sull’argomento, in diverse università italiane tra cui la Statale e la Bicocca a Milano.

Abbiamo curato anche la prossima apposizione di una targa in memoria dei medici ebrei espulsi dalle università e dagli ospedali a seguito delle leggi razziste, che è stata presentata nella Giornata inaugurale (2019-2020) della Facoltà di Medicina di Milano nell’ambito di un convegno “Guardare al futuro senza dimenticare: medici e impegno civile ieri e oggi” con l’intervento dei professori Sarfatti e Cosmacini e della Sen. Liliana Segre.
La presentazione del libro Apporto degli Ebrei alla assistenza sanitaria sul fronte della grande guerra curato da me e da Daniela Roccas, che AME ha pubblicato nel 2017, mi è stata richiesta in molte università e società storiche italiane. Il successo del libro si dimostra anche nel fatto che nel testo riportavamo i nomi e i dati di 470 persone, mentre oggi, grazie all’apporto di molte famiglie, sono 528 e i documenti di molti sono pubblicati nel nostro sito (www.moked.it/AME). La nostra intenzione era non solo onorare i nostri morti per l’Italia, ma anche raccogliere il più alto numero possibile di questi ebrei che altrimenti sarebbero rimasti dimenticati in cassetti e archivi.
Sono contenta perché sono riuscita a mantenere il gruppo compatto per tutto il tempo del mio mandato, svolgendo riunioni via Skype quasi tutti i mesi con una partecipazione sempre dell’80 per cento dei consiglieri. E i risultati si sono visti! AME adesso è coinvolta nei servizi sociali della Comunità e dell’UCEI ed è invitata a partecipare a convegni sulle malattie genetiche, a incontri interreligiosi, a dibattiti sul testamento biologico e sull’etica medica, presso strutture pubbliche (Comune, Regione…), università e ospedali. Sono contenta per tutte le attività che abbiamo svolto all’interno e all’esterno delle nostre comunità. Sono convinta che per sconfiggere i pregiudizi nei nostri confronti dobbiamo farci conoscere, comunicare la nostra cultura e la nostra etica ed essere attivi sul territorio. Credo che la medicina, la salute e il benessere debbano e possano essere un ponte tra le culture e l’AME sta facendo proprio questo.

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