Temi caldi in Consiglio: Fondazione Scuola e Riforma Elettorale

di Fiona Diwan

Una seduta di Consiglio animata e operativa, a dispetto dell’effetto “rallenti” indotto dalle temperature meteo africane. Molti e importanti i punti all’ordine del giorno dell’incontro avvenuto ieri, 22 luglio 2015, (assenti il Segretario Alfonso Sassun, e i Consiglieri Vanessa Alazraki, Rami Galante, Ilan Boni, Joyce Bigio). Gremita anche la platea degli uditori, presenti i membri del Board della Fondazione Scuola e Giorgio Sacerdoti per l’Ucei.

La seduta ha preso il via con Marco Grego, Presidente della Fondazione Scuola, che ha presentato le linee di sviluppo giuridico e operativo del progetto di separazione gestionale tra Scuola e Comunità, nell’ottica di scorporare la gestione della Comunità da un eventuale Ente Scuola che, nella proposta della Fondazione, avrebbe un suo assetto amministrativo e tattico autonomo. Grego ha segnalato le difficoltà di perseguire scelte, progetti e strategie per una scuola migliore e più performante ogni qual volta si profila una crisi politica. Lo scorporo gestionale della Scuola sarebbe quindi finalizzato a dare stabilità progettuale alla Fondazione senza che questa risenta degli inevitabili contraccolpi delle crisi politiche. E’ da qualche tempo – circa ogni due anni –, che salta il Consiglio e allora tutto si blocca, cosa che rende davvero difficile il  lavoro della Fondazione, ha sottolineato Avram Hason, dal pubblico, membro del board. Quindi, in sintesi, la separazione tra l’ente Comunità e la Scuola, potrebbe essere l’inizio di una soluzione per poter ripianare il deficit di quest’ultima. La creazione di un Board of Governors e di un Rettore o Direttore amministrativo, potrebbero fornire quella progettualità a medio e lungo termine necessaria per costruire,  nonché dare stabilità politica, cosa che finora non è avvenuta. Un board darebbe stabilità a investimenti e al lavoro di richiesta fondi finalizzata al raggiungimento di obiettivi precisi, spiega Marco Grego. Il tutto in linea con quanto previsto dal nuovo Disegno di Legge su La Buona Scuola.

Il Consiglio ha dato quindi la parola al Professor Marano, della società di consulenza PwC – Price Waterhouse, e docente dell’Università Cattolica di Milano, incaricato dalla Fondazione di uno studio di fattibilità circa la separazione gestionale tra Cem e Scuola. Marano ha quindi presentato tre possibili scenari giuridici verso i quali orientarsi: 1- pensare a una scuola come ente di formazione; 2- a una scuola come impresa di formazione (o impresa sociale); 3- a una scuola come fondazione di partecipazione.

Il tema dello scorporo, hanno sottolineato da parte della Fondazione, significa sì isolare il soggetto Scuola e dare evidenza alla perdita ma vuol dire anche pensare a soluzioni per azzerare il deficit e preparare un business plan per il ripianamento del debito, ha concluso Grego.

Terminata la presentazione, ne è scaturito un vivace dibattito che ha visto soprattutto protagonista l’Assessore alla Scuola Davide Hazan, il quale non ha nascosto obiezioni e la necessità – condivisa da Presidenti e Consiglieri -, di prendersi un tempo necessario di riflessione per un riaggiornamento sull’argomento.

Secondo tema di dibattito, la Riforma elettorale messa a punto dalla Commissione incaricata e composta dall’avvocato Presidente della commissione Claudia Schammah, e dai membri del Consiglio Antonella Musatti, Gadi Schoenheit, Daniele Schwarz che ne hanno spiegato, a turno, i cardini concettuali. Garantire una maggior governabilità al Consiglio eletto, stabilire un premio di maggioranza alla lista che prende il maggior numero di voti e che raggiunge il 40 per cento delle preferenze (e non il 45 per cento, come a Roma); sancire una forma di incompatibilità tra il candidato e il numero di cariche che questi ricopre negli altri enti ebraici; stabilire che ogni lista deve presentarsi con un minimo di quattro candidati (basta con le liste uninominali o di due o tre candidati); portare a 14 il numero dei candidati per lista fermo restando che ogni elettore può dare solo 12 preferenze e continuando a poter scegliere tra le varie liste (a differenza di quanto avviene a Roma); garantire alla minoranza una presenza in Consiglio e infine richiedere il voto di una maggioranza qualificata per tutta una serie di decisioni e atti importanti. Insomma, fare in modo che la maggioranza possa poter governare ma senza decidere tutto da sola.

Dopo la presentazione, il dibattito si è fatto subito incalzante, preceduto dai complimenti di tutto il Consiglio per la rapidità e l’impegno con cui la Riforma elettorale è stata messa a punto, a poco più di un mese dall’incarico. Premio di maggioranza, modalità di dimissione del Consiglio, richiesta di chiarimenti sul tema della incompatibilità, gestione dell’ufficio elettorale… questi i temi su cui è partito il confronto. Così, salomonicamente, Antonella Musatti ha chiesto a tutti di mettere per iscritto i commenti e le osservazioni in modo che la Commissione sulla Riforma Elettorale possa prenderne positiva visione e fornire risposte adeguate, tutti comunque d’accordo sul fatto che la decisione dovesse essere ponderata e ridiscussa, e la votazione rimandata a settembre.

Stessa decisione è stata presa per la votazione del Bilancio 2013, che slitta anch’essa ai primi di settembre e sarà all’ordine del giorno del prossimo Consiglio.

Tra gli ultimi punti di dibattito, l’accettazione di una eredità e la richiesta di votare la vendita in tempi rapidi (e procedere a una seconda perizia), di cinque appartamenti lasciati in eredità alla Comunità. Il Copresidente Milo Hasbani ha sottolineato il progressivo ripianamento dei debiti verso fornitori reso possibile proprio da queste vendite. Infine, l’Assessore alla Cultura Davide Romano, ha fornito un aggiornamento sulla Giornata Europea della Cultura Ebraica e segnalato la conferenza di Haim Baharier al Teatro Franco Parenti in chiusura serale di Giornata, il 6 settembre 2015.

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