Grandi passi avanti, senso di responsabilità e del bene comune. Per rinascere al meglio

di Ester Moscati

Il Consiglio della Comunità  è arrivato alla fine del proprio mandato quadriennale. Le due liste che avevano vinto le elezioni si erano accordate per governare insieme.
Il risultato? Una gestione condivisa che ha dato buoni frutti. Restano ampi spazi di miglioramento ma è necessaria la collaborazione di tutti gli iscritti. Anche nelle urne

«Sono cambiate tante cose negli ultimi anni e abbiamo affrontato sfide difficili. Le conseguenze della truffa Lainati, la ristrutturazione del debito della Comunità, progetti a lungo termine che saranno estremamente importanti per tutti». Raffaele Besso e Milo Hasbani, co-presidenti della Comunità, giunti alla scadenza del loro mandato, parlano di ciò che è stato realizzato da un Consiglio che è riuscito, nonostante le diffidenze iniziali e le divergenze anche “ideologiche”, a compattarsi per lavorare insieme. «È prevalso il senso di responsabilità per il bene comune – dicono all’unisono – e così abbiamo realizzato importanti innovazioni nella gestione. Rinnovi contrattuali più vantaggiosi, accorpamento di servizi che hanno portato a una sostanziosa riduzione dei costi, attività di fund raising. I risultati concreti si vedranno già nel Bilancio 2019, che chiuderà con un attivo di 700 mila euro. E tutto questo in un periodo economico molto difficile. Senza dimenticare che, proprio a causa della crisi, in questi ultimi anni la popolazione ebraica milanese è calata di circa il 20%, persone che sono emigrate negli Stati Uniti e in Israele». «Eravamo fin dall’inizio consapevoli della gravità della situazione economica della Comunità – continua Milo Hasbani -. Il problema finanziario è stato affrontato con la ristrutturazione del debito. Avevamo rapporti con otto banche alle quali pagavamo ogni anno 650 mila euro di soli interessi passivi. Oggi abbiamo un mutuo al 2% di interessi e ogni mese paghiamo 100 mila euro tra quota capitale e interessi, in modo da risanare la situazione. Lasciamo una situazione ‘pulita’, non abbiamo più sospesi nei confronti di erario e INPS. Abbiamo recuperato 2 milioni di euro dalla causa contro Lainati e ora prosegue l’azione nei confronti della moglie».

«Abbiamo lavorato molto sulla riduzione dei costi, – precisa Besso – per esempio con l’affidamento all’esterno delle mense Scuola e RSA: questo consente di avere anche a scuola pasti bassarì e halavì, e l’ente gestore ha assorbito anche una quota del personale, nell’ottica della ottimizzazione delle risorse. È avvenuto così anche nella Scuola, con la stipula di un nuovo contratto e l’assunzione di un Dirigente scolastico, Agostino Miele, di provata esperienza».
Gli ottimi rapporti con la Fondazione Scuola, con la quale esiste un Tavolo di lavoro costante, hanno fatto sì che fosse possibile coordinare attività di fund raising per progetti mirati, e questo è stato il filo conduttore per la realizzazione di diverse iniziative. Anche il Kollel di via Guastalla è frutto di una donazione privata, ma non solo. «La nostra linea è quella di non far mancare alcun servizio agli iscritti e far sì che, ogni volta che se ne presenta la possibilità, tali servizi siano in parte coperti da finanziamenti, donazioni ad hoc. Questo è avvenuto per il rifacimento delle aule finanziate dalla Fondazione Scuola, come pure il Dirigente scolastico e il Progetto sostegno. Così la Comunità, a costo zero, può continuare ad avere standard elevati nell’istruzione e nel Welfare».

«Anche con la Città, il Comune di Milano, la Regione Lombardia, abbiamo negli anni instaurato e coltivato rapporti di collaborazione. Iniziative come Jewish in the City o la Giornata europea della Cultura Ebraica sono eventi che ci hanno fatto conoscere e stringere legami profondi. Questo ha creato i presupposti per collaborazioni, come è avvenuto di recente con il progetto Net@. Anche il progetto EFI, che permette il rilancio delle Scuole ebraiche per il futuro grazie alla collaborazione con le Fondazioni Lauder, Matanel, ORT, Agenzia Ebraica-Sochnut e una fondazione australiana, è un passo importante, a lungo termine». Anche sul tema della Sicurezza sono stati fatti passi avanti con l’implementazione dell’Emergency Plan e il coinvolgimento di tutte le edòt e delle strutture frequentate dagli ebrei di Milano. «Grazie anche al fatto che gli “anziani” della bitahon si sono resi disponibili a collaborare, la riorganizzazione del gruppo prosegue con efficacia», dice ancora Hasbani. E ancora il potenziamento dello Spaccio comunitario, un calmiere importante per gli iscritti, che offre un’ampia gamma di prodotti, non solo per Pesach; il sostegno alle attività giovanili e a nuove idee, come il torneo di Tennis, e al Maccabi che coinvolge, grazie all’opera volontaria di Alfonso Nahum, «che ringraziamo di cuore», nelle sue attività tutti i ragazzi delle varie edòt e delle tre scuole ebraiche milanesi; il potenziamento dei media della Comunità, con Bet Magazine, il sito Mosaico e la Newsletter, capaci di creare un contatto costante con gli ebrei e non solo; sono tutti ambiti in cui il Consiglio ha lavorato compatto.

«Resta il grave problema dei contributi comunitari il cui incasso è ancora in arretrato – concludono Besso e Hasbani -. Dare il proprio contributo è un dovere verso la kehillà. Ricordiamo che chi non sarà in regola con quanto dovuto per contributi, Scuola, Residenza Anziani o posti al Tempio (al 31 dicembre 2017), entro il 24 aprile, non potrà votare alle prossime elezioni comunitarie del 19 maggio».

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