Festa della Liberazione: il Consiglio discute sulla partecipazione al Corteo del 25 Aprile

di Ester Moscati

Una riunione costruttiva e pacata quella del Consiglio della Comunità, il 10 aprile. All’ordine del giorno, dopo l’approvazione del verbale della riunione precedente, il reintegro della Giunta con la presa in carico dell’Assessorato alla Cultura da parte del co-presidente Raffaele Besso e l’ingresso in Giunta di Vanessa Alazraki; alcune delibere tecniche e l’aggiornamento dell’iter per l’approvazione del budget 2018 e del bilancio consuntivo 2017.

Ma l’argomento che ha tenuto banco è stata la partecipazione alla manifestazione unitaria del 25 aprile, Festa della Liberazione.

La Comunità ebraica di Milano, che fa parte del Comitato organizzatore, insieme all’ANPI, al Comitato permanente antifascista, al Comune di Milano e ad altre sigle, quest’anno parteciperà con un proprio striscione al Corteo, oltre a quello storico della Brigata ebraica, che nel 2017 è stata insignita della Medaglia d’oro al Valore militare con Legge dello Stato italiano. In apertura del Corteo, anche il gonfalone dell’UCEI, presente da diversi anni.

La discussione in Consiglio si è concentrata sulla necessità di partecipare, nonostante il rischio di strumentalizzazioni e contestazioni più o meno violente, come avvenuto negli scorsi anni da parte di manifestanti pro-palestinesi, contro la Brigata ebraica e contro singoli ebrei, anche ex deportati; eventi incresciosi e dolorosi che impongono una valutazione rigorosa. La preoccupazione è condivisa anche dal Comitato permanente antifascista, come si evince dal comunicato del presidente Roberto Cenati (vedi in basso).

“Purtroppo – hanno detto i presidenti Milo Hasbani e Raffaele Besso – la Questura e la Digos ci avevano detto, lo scorso anno, che è impossibile negare a questi contestatori la possibilità di partecipare alla manifestazione. Torneremo a incontrarli nei prossimi giorni per vedere se quest’anno sarà possibile bloccarne la partecipazione, almeno al movimento antisionista BDS, completamente estraneo al tema della Festa della Liberazione. Al prefetto e il questore ribadiremo che le bandiere BDS e della Palestina non hanno nulla a che fare con il 25 Aprile”.

I consiglieri della Comunità si sono poi confrontati sulle modalità di partecipazione al Corteo, sulla priorità da dare alla Brigata ebraica o allo striscione unitario della Comunità, anche se per ragioni di sicurezza tutti dovranno stare vicini, per permettere ai City Angels, al servizio d’ordine del PD e alla polizia di Stato di creare i tre cordoni protettivi promessi alla Comunità. È stato ovviamente sottolineato quanto sia drammaticamente assurdo e doloroso che gli ebrei, durante la Festa del 25 aprile, debbano essere così massicciamente protetti. Il clima però lo richiede, visto che da diversi giorni stanno girando volantini con appelli e minacce contro la presenza ebraica al Corteo.

Davide Romano ha sottolineato la gravità di una manifestazione prevista all’Università Statale di Milano per il 17 aprile, volta a contestare Israele, come già avvenuto all’Università di Torino, non a caso organizzata a ridosso della Festa della Liberazione; anche il Rabbino Capo, Rav Alfonso Arbib è intervenuto per sollecitare un intervento deciso della Comunità verso il Rettore della Statale per stigmatizzare questo tipo di iniziative anti-storiche e in contraddizione con il ruolo che dovrebbe avere un’Università.

“Proprio per questo – ha detto Gadi Schoenheit –  dobbiamo partecipare come Comunità al Corteo, con i numeri dei nostri deportati e dei nostri partigiani, per evidenziare come il 25 aprile sia la nostra festa, soprattutto nell’80esimo anniversario delle Leggi Razziali”.

“Ogni anno gli attacchi peggiorano sempre – ha ricordato Davide Romano – per questo dobbiamo cambiare qualcosa nella nostra partecipazione, dare un segnale forte; altrimenti è meglio non partecipare affatto”.

Davide Hazan ha sostenuto la necessità di preparare un documento contro l’iniziativa anti-sionista della Statale, ma “Se non partecipiamo al Corteo è come lasciare il campo agli altri, a chi ci odia”.

Anche Claudia Terracina è intervenuta, dicendo che negli anni scorsi “noi siamo stati protetti, è andata bene, la cittadinanza stessa ci ha protetti. Io non rinuncerei”.

La discussione è proseguita con un invito a riproporre a Prefettura e Questura la esclusione degli antisemiti e anti-sionisti dal corteo, e in generale ad assumere un atteggiamento attivo sia con la stampa sia con le autorità nel rivendicare il diritto degli ebrei a partecipare a testa alta alla manifestazione, e a denunciare le minacce e le intimidazioni dei pro-pal.

Il consiglio si è concluso con informative sui prossimi eventi (23 aprile, serata per ringraziare le Forze dell’ordine; 2 maggio, invito per sensibilizzare Commercialisti e Notai sul fatto che da quest’anno la Comunità Ebraica di Milano partecipa al 5 x 1.000 e l’Unione delle comunità Ebraiche all’8×1.000. Entrambi gli incontri si terranno in via Guastalla dalle 18.30 alle 20.30, con visite guidate alla sinagoga e alla mostra fotografica sull’Italia ebraica di Alberto Jona Falco) e l’approvazione di due richieste di patrocinio.

 

Sul 25 aprile, comunicato del Comitato Permanente Antifascista

Il Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano, sta promuovendo iniziative e manifestazioni, nel 73° anniversario della Liberazione che quest’anno coincide con la tragica ricorrenza dell’emanazione delle famigerate leggi antisemite del 1938, da parte del regime fascista.

Nella giornata in cui si celebra la liberazione del nostro Paese dal nazifascismo e la riconquista della libertà, riaffermiamo la nostra convinzione che anche quest’anno Milano sarà percorsa da una grande, pacifica e unitaria manifestazione.

I milanesi hanno espresso e sapranno esprimere tutta la loro emozione con la quale da sempre accolgono i medaglieri e i vessilli delle Associazioni Partigiane, Combattentistiche, dei Deportati politici e della Brigata Ebraica che hanno dato un contributo fondamentale alla Liberazione del nostro Paese dal nazifascismo.

Nel delicato contesto nazionale e internazionale il 25 aprile deve essere una giornata di festa e di unità di tutti gli italiani, che credono nell’antifascismo e nei principi della Costituzione repubblicana, indipendentemente dalle loro convinzioni e dalla loro fede politica.

Questo è l’insegnamento che scaturisce dalla Resistenza italiana e dalla Lotta di Liberazione che ha potuto contare sul fondamentale contributo degli Alleati contro il nazifascismo. La ricorrenza del 25 aprile sarà, come ogni anno, assolutamente incentrata sulla celebrazione della Liberazione dal nazifascismo e sulla riconquista della libertà e della democrazia nel nostro Paese. In questa giornata deve essere forte il richiamo a contrastare la pericolosa deriva razzista, xenofoba, antisemita e il risorgere di movimenti neofascisti e neonazisti, che sta attraversando l’Italia e il nostro vecchio continente. È indispensabile, quindi, rilanciare con fermezza e unitariamente i valori della solidarietà, della tolleranza, della pace richiamati nella nostra Carta Costituzionale nata dalla Resistenza.

Roberto Cenati – Presidente del Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano

 

 

 

 

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