Bilancio preventivo: sì con qualche riserva

di E. M.

Fuori dall’emergenza. Ma non da una situazione di crisi e di difficoltà economica. È necessario quindi proseguire in una politica di contenimento dei costi, di ferreo controllo della spesa corrente. Questo il messaggio che il presidente Roberto Jarach ha voluto dare agli iscritti riuniti in Assemblea la sera del 24 gennaio; un pubblico che, se non proprio quello delle grandi occasioni, era comunque numeroso.

Dopo un’anticipazione tecnica (l’approvazione della modifica del prezzo di vendita dell’immobile di via Mazzini) l’assemblea inizia con la relazione al Bilancio Preventivo. Le dimissioni di Alberto Foà, le difficoltà organizzative che ne sono seguite, hanno ritardato la predisposizione del Bilancio, che alla fine però è stato presentato in un tempo ragionevole, con solo due settimane di ritardo. L’impegno è quello di contenere i costi e soprattutto di monitorare la situazione con una cadenza trimestrale, in modo da evidenziare subito eventuali “sforamenti” che dovessero verificarsi nel corso dell’esercizio 2012 e correre ai ripari.

L’opposizione dice che il bilancio è troppo ottimistico, e peggiore – allo stesso tempo – di come si poteva supporre considerando la determinazione con la quale il Consiglio, uscito dalle urne del maggio 2010, aveva affrontato il problema finanziario.

Ma il presidente Jarach è chiaro: “I dati sono realistici. Il Bilancio preventivo 2012 contiene una estrapolazione di cifre sulla base di numeri di fatto reali. Tutto ciò che non è stato possibile quantificare in termini sia economici sia temporali, perché per esempio vincolato a trattative sindacali in corso, si è preferito tenerlo fuori dal Bilancio e inserirlo in note a latere, che indicano però il progetto strategico che ci vedrà impegnati in questo 2012”.

“Il documento – ha detto ancora Jarach – tiene conto di due aspetti fondamentali: i numeri riflettono la proiezione dell’andamento della gestione, come naturale continuazione della gestione 2011, tenendo conto dei parametri effettivi del 2012, della prosecuzione delle azioni di controllo di gestione e di contenimento dei costi già impostati e di alcune voci di entrate straordinarie con quasi certezza di essere raggiunte. Si è predisposto un elenco di decisioni strategiche da verificare nel loro impatto economico realistico e nelle tempistiche di realizzazione, con l’obiettivo di un ulteriore miglioramento del conto economico verso l’obiettivo del pareggio delle poste ordinarie. Tra le considerazioni generali di apertura è doveroso ricordare che il programma impostato ed in parte già realizzato dal Consiglio insediatosi nel maggio 2010 ha consentito di chiudere il Consuntivo 2010 con un deficit gestionale di 1.611 mila euro (contro un preventivo di 3.097 mila euro) dopo un deficit del consuntivo 2009 di 3.662 mila euro. Il punto di partenza è una proiezione di deficit di consuntivo 2011 di 1.792 mila euro, mentre la proposta di consuntivo 2012 prevede un deficit delle poste ordinarie di 1.785 mila euro. Sottolineiamo infine che, a livello patrimoniale, il piano di dismissioni immobiliari e l’acquisizione della quota immobili per effetto di un’entrata straordinaria dovuta ad un’eredità, ha portato il valore delle Immobilizzazioni Immobili da 16.791 mila euro a 20.150 mila euro”.

Si è passati quindi alla disamina delle varie voci di spesa, generali e di settore, e ai contributi, che vedono una previsione d’incasso di 1.400 mila euro. “A questo proposito”, ha specificato Jarach “dobbiamo intraprendere un’azione di revisione dei criteri di inserimento nelle fasce di contributi dei giovani tra i 30 e i 45 anni che sono entrati con successo nel mondo del lavoro, mantenendo in diversi casi il contributo base. Questa azione era già prevista come passo successivo alla creazione delle fasce con inserimento automatico sulla base dei dati 2010. In generale riesamineremo l’utilizzo del sistema di riscossione tramite ESATRI alla luce dei dati consuntivi realizzati nel 2011”. In conclusione, ha detto Jarach, “Abbiamo chiaramente presente la realtà dei fatti che in un Bilancio Preventivo le uscite sono praticamente certe mentre le entrate hanno notevoli rischi di non raggiungere gli obiettivi indicati. Riteniamo però di aver indicato dei valori di riduzione costi raggiungibili, dei progetti strategici importanti da realizzare con impatti anche rilevanti sul risultato finale e di aver indicato tra le entrate valori credibili. Ne deriva un risultato atteso in linea con quello del 2010 e della proiezione 2011 che potrà essere anche migliorato portando a realizzazione alcuni dei progetti strategici”.

Dopo la relazione del presidente si è aperta la discussone. Domande e interventi sono giunti da parte di consiglieri di opposizione e di iscritti alla Comunità. Roberto Liscia ha dichiarato di aver votato a favore del  bilancio, ma di essere preoccupato per il deficit che se non affrontato adeguatamente, rischia in pochi anni di vanificare la riduzione e il rifinanziamento del debito affrontati da Alberto Foà. Michele Boccia ha invece espresso alcuni dubbi tecnici sulle varie poste a bilancio, come lo stanziamento di 250.000 euro da parte della Fondazione Scuola, finalizzato a borse di studio e riduzione delle rette scolastiche, ma vincolato al mantenimento di un alto standard qualitativo. L’intervento di Walker Meghnagi è stato più duro e diretto “Questa giunta non è più legittimata a governare”, ha detto, “Non ha affrontato il problema delle persone che si sono dissociate”. Ma a ben vedere, dal numero delle cartelle contributi emesse in più rispetto al 2010, sono stati raggiunti oltre 650 iscritti che erano stati “dimenticati”, che non avevano più alcun contatto con la Comunità. Anche Rami Galante, Guido Osimo, Raffaele Turiel e Sara Modena, dell’opposizione hanno espresso riserve su varie voci a bilancio, in particolare sulla mancata riduzione delle rette scolastiche, come progettato da Alberto Foà se si fosse ottenuta la copertura economica da parte della Fondazione Scuola. La copertura non c’è stata nella misura che avrebbe consentito la riduzione del 30%, quindi non è stata messa a Bilancio.

Doron Kohanan ha criticato la mancata riduzione delle rette, l’azzeramento della retta del nido che trova eccessiva, e il fatto che i costi della protezione civile siano sulle spalle solo dei genitori della Scuola. Mentre alcuni, come Maurizio Salom, hanno criticato soprattutto i “numeri”, Vittorio Bendaud, Roberto Attas, Joe Chalom, hanno concentrato i loro interventi più sulla necessità di recuperare uno spirito comunitario ed ebraico che possa dare prospettive ai giovani, riavvicinare i lontani e soprattutto “non far scappare i vicini”.

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