Assessorato ai Giovani: scambio di vedute tra Foà e Golran (dimissionario)

Riceviamo e pubblichiamo

di Olympia Foà

La lettera che segue era stata redatta dopo le dimissioni del vice assessore Golran. Per buona pace dei rapporti intra-consiliari avevamo deciso di non pubblicarla. Poiché invece i consiglieri di Wellcommunity immediatamente dopo si sono dimessi ed ora adducono, tra le altre cose, il mio operato quale motivo delle loro dimissioni, ho deciso di pubblicarla affinché una volta per tutte si chiariscano alcuni punti che riteniamo essenziali. A completamento della lettera di cui sotto, segnalo anche che tra le condizioni che la lista WC aveva imposto affinché l’assessorato giovani potesse collaborare con JOI, era l’ottenimento da parte dei fondatori e collaboratori di JOI di una dichiarazione nella quale gli stessi avrebbero dovuto affermare che l’unico ebraismo riconosciuto in Italia è quello ortodosso. Roba da Santa Inquisizione. Buona lettura.

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Apprendiamo delle dimissioni rassegnate il 29 gennaio 2021 dal consigliere e vice-assessore ai giovani Elia Golran. Il motivo per il quale il consigliere Golran si è dimesso sarebbe l’accadimento di “molti spiacevoli avvenimenti, primo su tutti la mancanza di considerazione delle mie opinioni in un ambiente sempre più ostile nel quale diventa impossibile portare avanti il mio lavoro”.

Tralasciando il fatto che non è mai stata avanzata nessuna proposta fattiva e propositiva sull’organizzazione di eventi per giovani da parte del Consigliere Golran, è fuori di dubbio che l’Assessore ai Giovani Olympia Foà abbia sempre avuto cura di rendere partecipe e condividere con il vice-assessore Golran tutte le idee e gli eventi che la stessa ha elaborato e organizzato. Il più delle volte il Consigliere Golran si è limitato a dare il suo assenso, senza curarsi minimamente dell’organizzazione operativa degli eventi, che dunque ha gravato interamente sull’Assessore.

In due sole occasioni il Consigliere Golran ha manifestato il proprio dissenso ad iniziative lanciate dall’Assessore ai Giovani Foà: 2 eventi organizzati dall’Assessorato in collaborazione con l’associazione JOI. Si è trattato delle zoom talks organizzate per i giovani durante il lockdown sui temi più disparati – tutti di attualità, nessuno connotato politicamente né avente contenuto religioso – e l’evento organizzato per il Giorno della Memoria (durante il quale hanno parlato Nannerel Fiano, Leone Schoenheit, Daniele Foà, Elio Limentani e Micol Anticoli nipoti, rispettivamente, dei sopravvissuti Nedo Fiano, Franco Schoenheit, Arminio Wachsberger e Olga Wiener, Alberto Sed e Errina Fornaro di Veroli), tra l’altro in collaborazione anche con la Fondazione CDEC. Entrambi gli eventi, ma soprattutto quest’ultimo, hanno avuto un grande seguito e sono stati molto apprezzati in Comunità.

Il vice-Assessore Golran – pur senza proporre alcuna alternativa – obiettava, e con lui l’intera lista WellCommunity, che la Comunità, e in particolare l’Assessorato ai Giovani, non potesse in alcun modo organizzare un evento insieme all’associazione JOI.

Per chi non la conoscesse è composta da 3 giovani ebrei (Daniel Sioni, Federica Astrologo e Alessia Campagnano) molto bravi e che si impegnano moltissimo per coinvolgere ragazzi ebrei nelle loro attività e ha un oggetto sociale che sembrerebbe ben sposarsi con l’obiettivo che dovrebbe avere l’Assessorato ai Giovani della Comunità Ebraica di Milano: creare aggregazione tra i ragazzi della Comunità, anche tramite la conoscenza della cultura, della storia e delle pratiche ebraiche, collaborando con tutte – nessuna esclusa – le associazioni giovanili ebraiche che lo desiderino.

Poiché né il vice-Assessore Golran, né i suoi colleghi di WellCommunity sono riusciti a spiegare il motivo per cui secondo loro l’Assessorato non avrebbe dovuto assolutamente organizzare delle attività con JOI – se non affermando un’asserita e non meglio specificata insidiosità di tale associazione –, in assenza di ragioni che non fossero il pregiudizio “politico” della minoranza consiliare, l’Assessore Foà ha proseguito con l’organizzazione di tali eventi, che sono stati appunto molto apprezzati in Comunità.

In particolare, il vice-Assessore Golran e la lista WellCommunity avrebbero addirittura preferito che il 27 gennaio non fosse organizzato alcun evento (ricordiamo che l’evento in questione è stato l’unico dedicato alla Memoria specificamente indirizzato ai giovani e con protagonisti i giovani), piuttosto che organizzare un evento con JOI.
Ciò, nonostante i Consiglieri di Milano Ebraica, diversi mesi fa avessero invitato – a beneficio dei consiglieri di WellCommunity – i ragazzi che lavorano per JOI a farsi conoscere e a presentarsi al Consiglio.

Il vice-Assessore – come tutta la lista WellCommunity – non ha forse capito che il suo ruolo non è quello né di attendere proposte dall’Assessore per decidere se fare il pollice verso o meno, né – tanto meno – quello di attribuire patentini di “kasherut” alle varie organizzazioni ebraiche e stabilire quali siano meritevoli di collaborare con la Comunità o meno. Ribadiamo che obiettivo primario dell’Assessorato Giovani – soprattutto in un panorama come quello comunitario milanese molto vario e nel quale le attività giovanili sono scarseggiate per anni – deve essere quello di interagire con TUTTE le associazioni giovanili ebraiche, senza esclusioni di sorta.

Ecco perché quello che denunciamo e che non possiamo più accettare, è il continuo tentativo di imporre un veto incondizionato sull’associazione JOI, anche quando si tratta di parlare di Shoah con i nipoti di sopravvissuti. Veto che ancora una volta si è trasformato in nuove dimissioni (la quinta in 18 mesi). Riteniamo un atto molto grave che un Consigliere si sia dimesso perché ha posto il veto a che l’Assessorato lavori con una specifica associazione ebraica.

Che una tale opposizione sia stata poi manifestata rispetto ad un evento (che è stato molto sentito e partecipato) indirizzato ai giovani della nostra Comunità in un momento importante come il Giorno della Memoria (che dovrebbe riguardare la Comunità intera ed è sicuramente scevro da ogni tipo di connotazione politica) lascia tutti noi molto sconcertati e dubbiosi in merito a quale sia l’interesse che WellCommunity persegue effettivamente sedendo in questo Consiglio.

No, non è questo il valore che noi di Milano Ebraica intendiamo trasmettere alla futura generazione, non è questo che intendiamo per etica e morale, non è questo che intendiamo per inclusione (troppo facile inserirlo nel programma della campagna elettorale se poi si tirano su i muri), non è così che si costruisce una Comunità forte, viva, coesa e pluralista.
La Comunità che noi vogliamo, la Comunità per la quale stiamo lavorando. La Comunità di tutti.

 

La risposta di Elia Golran, vice-assessore ai Giovani

Dalla lettera dell’assessore Foà emergono tra le diverse falsità (che non posso confutare tutte per mancanza di spazio) dei fatti chiari e inconfutabili. Prima di tutto, il fatto che ho assecondato tanti eventi significa che non sono stato certo pregiudizialmente contrario ad alcunché, anzi. Purtroppo, nel momento in cui ci sono eventi su cui dissento, passarmi sopra come un carro armato senza ascoltare, non è certo un modo di lavorare “inclusivo”. Peraltro emerge da quanto espone l’assessore, che non ha ancora capito il vero problema da me sollevato in merito a Joi. Nulla da dire sulle persone, che sarò e sono felice se vorranno partecipare e aiutare negli eventi.

Il mio unico problema è Joi che, nel momento in cui facciamo entrare in Comunità e dunque legittimiamo agli occhi degli iscritti, sarebbe opportuno prima capire cosa è. Chi lo finanzia? Chi paga i redattori? Perché ospita articoli anti-israeliani? Perché elogia sempre il mondo dell’ebraismo riformato, mentre è spesso critico verso il nostro ebraismo ortodosso? Perché non ha dedicato un solo articolo alla polemica sul Giardino dei Giusti, che ha visto i rabbini Capo di Roma e Milano (cosa rara) scendere in campo, insieme a un Consiglio straordinario dell’Unione delle Comunità Ebraiche italiane? Insomma, nulla da dire sulla qualità della redazione, ma qualche dubbio su quale sia il vero programma di Joi e il perché di certe scelte editoriali, sarebbe doveroso saperlo. Chiedere un po’ di trasparenza e chiarezza, non dovrebbe essere visto come un intralcio. Non in democrazia, almeno.
Elia Golran

P.S.
sono molto deluso da Olympia: sono sempre stato disponibile a collaborare, e chi mi conosce sa bene quanto lavori per la comunità. Dalla sua lettera viene cancellato tutto il lavoro che ho svolto, cosa che mi amareggia e conferma la giustezza delle mie dimissioni. Purtroppo, quando non si hanno argomenti, resta solo la propaganda che passa sopra il rispetto per le persone, come emerge chiaramente dalla sua lettera.

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