Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Come il chol (il profano) è lo spazio che Dio crea per l’uomo attraverso l’auto-limitazione, così il kodesh è lo spazio che l’uomo crea per Dio attraverso la propria auto-limitazione. Ecco perché la creazione del Tabernacolo da parte degli Israeliti è il parallelo della creazione dell’universo da parte di Dio. Entrambi sono atti di rinuncia reciproca, in cui l’uno fa spazio all’altro.
Parashà della settimana
Parashat Mishpatim. D-o è nei dettagli
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La visione ebraica della giustizia, qui per la prima volta articolata in modo dettagliato, non si basa su opportunismo o pragmatismo, né su principi filosofici astratti, bensì sulla concreta memoria storica del popolo ebraico come “una nazione sotto Dio”. La giustizia nell’ebraismo scaturisce dall’esperienza dell’ingiustizia perpetrata dagli egiziani e dalla sfida lanciata da Dio di creare una forma di società radicalmente diversa in Israele.
Parashat Yitrò. Sul Sinai nacque la politica della libertà
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Al Sinai, i figli d’Israele cessarono di essere un gruppo di individui e divennero, per la prima volta, un corpo politico: una nazione di cittadini sotto la sovranità di Dio, la cui costituzione scritta era la Torà e la cui missione era quella di essere “un regno di sacerdoti e una nazione santa”.
Parashat Beshallach. Un buon leader crea seguaci, un grande leader crea leader
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Questo fu il più grande risultato di Mosè: aver lasciato dietro di sé un popolo disposto, in ogni generazione, ad assumersi la responsabilità di portare avanti il grande compito che egli aveva iniziato.
Parashat Bò. Per difendere una società libera, serve l’apprendimento
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
L’apprendimento – Talmud Torà – è il fondamento stesso dell’ebraismo, il custode della nostra eredità e della nostra speranza. Ecco perché, quando la tradizione conferì a Mosè il massimo onore, non lo chiamò “il nostro eroe”, “il nostro profeta” o “il nostro re”. Lo chiamò semplicemente Moshe Rabbeinu , Mosè nostro maestro.
Parashat Vaerà. Quando la Torà si prende gioco delle pretese degli uomini di potere emulare D-o
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Ciò che i maghi egizi non capirono è che il potere sulla natura non è un fine in sé e per sé, ma esclusivamente un mezzo per raggiungere fini etici. I pidocchi erano uno scherzo di Dio a spese dei maghi, i quali credevano di essere padroni del destino umano, poiché controllavano le forze della natura. Si sbagliavano. La fede non è semplicemente credere nel soprannaturale. È la capacità di ascoltare la chiamata dell’Autore dell’Essere, di essere liberi in modo tale da rispettare la libertà e la dignità degli altri.
Parashat Shemot. Un leader non ha bisogno di avere fede in se stesso, ma nel popolo che deve guidare
Apunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Chi è un leader? A questa domanda, la risposta ebraica è: qualcuno che si identifica con il suo popolo, consapevole dei suoi difetti, certo, ma convinto anche della sua potenziale grandezza e della sua preziosità agli occhi di Dio. “Quel popolo di cui hai dubbi”, disse Dio a Mosè, “sono i credenti, i figli dei credenti. Sono il mio popolo e sono il tuo popolo. Proprio come credi in me, così devi credere in loro”.
Parashat Vayechi. Anche nell’esilio, l’ebreo mantiene il legame con le sue radici
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il figlio della dimenticanza (Menashé) può ricevere benedizioni. Ma più grandi sono le benedizioni del figlio (Efraim) che ricorda il passato e il futuro di cui fa parte.
Parashat Vaygash: Giuseppe, il Giusto. Giuda, il penitente, l’uomo che sa cambiare
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Dove si erge il penitente Giuda, nemmeno il perfettamente giusto Giuseppe può reggere. Per quanto grande possa essere un individuo in virtù del suo carattere naturale, ancora più grande è colui che è capace di crescita e cambiamento. Questo è il potere del pentimento, e iniziò con Giuda.
Parashat Mikketz. Possiamo nasconderci dagli uomini, ma non da D-o: Lui risponde alla nostra preghiera inespressa
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Ciò che ci dicono i quattro episodi di Giacobbe, Lea, Tamar e Giuseppe è semplice e profondo: coloro che stanno davanti a Dio non hanno bisogno di travestimenti per raggiungere il proprio valore quando stanno davanti agli esseri umani.
Parashat Vayeshev. La fede e la speranza: ecco ciò che ha permesso la sopravvivenza del popolo ebraico
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Gli ebrei sono il popolo che ha rifiutato di essere confortato perché non ha mai perso la speranza. Giacobbe alla fine rivide Giuseppe. I figli di Rachele tornarono nella loro terra. Gerusalemme è di nuovo la patria ebraica. Tutte le prove potrebbero suggerire il contrario: potrebbe sembrare che significhi una perdita irreparabile, un decreto della storia che non può essere annullato, un destino che deve essere accettato.
Parashat Vayshlach. L’ebraismo e il dilemma morale: quando agire secondo le regole crea angoscia personale
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Un sistema morale che lascia spazio all’esistenza di dilemmi è un sistema che non cerca di eliminare le complessità della vita morale. In un conflitto tra due giusti o due sbagliati, può esserci un modo corretto di agire (il minore di due mali o il maggiore di due beni), ma questo non cancella tutto il dolore emotivo.














