Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
In Deuteronomio 24:16 incontriamo — per la prima volta — l’affermazione esplicita di una legge di grande portata: «I genitori non saranno messi a morte per i loro figli, né i figli saranno messi a morte per i loro genitori. Una persona sarà messa a morte soltanto per il proprio peccato.» Abbiamo solide prove storiche riguardo a ciò che questa legge escludeva, vale a dire la punizione vicaria, l’idea che qualcun altro possa essere punito per il mio crimine.
Parashà della settimana
Parashat Shofetim: “Il Signore, il tuo Dio, susciterà per te un altro profeta come me, in mezzo al tuo stesso popolo”
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Nella sua enumerazione dei vari ruoli di leadership all’interno della nazione che avrebbe preso forma dopo la sua morte, Mosè menziona non soltanto il sacerdote/giudice e il re, ma anche il profeta: “Il Signore, il tuo Dio, susciterà per te un altro profeta come me, in mezzo al tuo stesso popolo. Tu dovrai ascoltarlo (Deuteronomio 18:15) Mosè non sarebbe stato l’ultimo dei profeti. Avrebbe avuto dei successori.
Parashat Reè. La Tzedakà, uno dei principi fondanti dell’ebraismo
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Noi diamo non per essere orgogliosi della nostra generosità, e ancor meno per sottolineare la dipendenza degli altri, ma perché apparteniamo a un’alleanza di solidarietà umana e perché questo è ciò che Dio desidera da noi, onorando la fiducia con la quale Egli ci ha temporaneamente affidato la ricchezza.
Parashat Ekev. Le persone che agiscono pensando al prossimo sono i veri uomini e le vere donne di Dio
Appunti di Parashà cura di Lidia Calò
Mosè parlò al popolo del «Dio degli dèi e Signore dei signori, il Dio grande, potente e terribile», la cui grandezza non consiste soltanto nell’essere il Creatore dell’universo e il plasmatore della storia, ma anche nel fatto che «Egli rende giustizia all’orfano e alla vedova e ama lo straniero, dandogli pane e vestito.»
Parashat Vaetchannan. Nel primo Comandamento c’è il ruolo di Dio nel dramma storico dell’alleanza
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Quando la Torà introduce i Dieci Comandamenti, essa inizia con un richiamo alla storia della nostra redenzione prima ancora del comando della legge: un promemoria del cammino che conduce dalla liberazione alla costituzione della libertà. Uno dei più profondi disaccordi all’interno dell’ebraismo è quello tra Mosè Maimonide e Yehudah Halevi sul significato del primo dei Dieci Comandamenti.
Parashat Devarim. Non può esserci giustizia senza compassione
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il giudaismo è una religione dell’amore: amerai il Signore tuo Dio; amerai il tuo prossimo come te stesso; amerai lo straniero. Ma è anche una religione della giustizia, perché senza giustizia perfino l’amore si corrompe (chi non sarebbe tentato di piegare le regole a favore di chi ama?). È anche una religione della compassione, perché senza compassione la legge stessa può produrre ingiustizia.
Parashot Mattot Masé. Ognuno di noi è chiamato a diventare un esempio
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
L’ebraismo da una parte ci ordina di non sospettare degli altri. Dobbiamo giudicare le persone con benevolenza, concedendo loro il beneficio del dubbio. Dall’altra parte ci impone di vivere in modo da non suscitare sospetti, mantenendoci — come dissero i Maestri — «Lontani da ogni comportamento sconveniente, da ciò che gli assomiglia e perfino da ciò che potrebbe soltanto sembrare simile.»
Parashat Pinchas. La corona della Torà è accessibile a chiunque la desideri
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La guida della Torà non è il privilegio di un’élite. Non si trasmette per successione dinastica. Non è riservata ai discendenti dei grandi studiosi. È aperta a ciascuno di noi, se lo desideriamo e siamo pronti a dedicarvi il meglio delle nostre energie e del nostro tempo.
Parashot Chukkat e Balak. Un leader deve sapere rispondere ai bisogni del presente
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
I più grandi leader sono coloro che conoscono il passato del loro popolo, credono nel suo futuro e sanno accompagnarlo nel cammino tra i due. E, come Mosè comprese più profondamente di chiunque altro, i grandi leader sono anche grandi insegnanti: persone che danno agli altri la capacità di continuare l’opera che hanno iniziato.
Parashat Korach. Influenza e potere non sono la stessa cosa
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
L’uso del potere diminuisce gli altri. L’esercizio dell’influenza li accresce. Ed è questa una delle verità più profondamente umanizzanti dell’ebraismo. Non tutti possediamo potere. Ma tutti siamo capaci di essere un’influenza positiva per il bene. (Foto: La punizione dei ribelli di Sandro Botticelli)
Parashat Shelach Lechà. Gli tzitzit, ovvero le due dimensioni della fede ebraica
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Da un lato, essi sono uno stile di vita pubblica, comunitaria, condivisa con altri ebrei in tutto il mondo e attraverso le generazioni. Ma esiste anche la nostra vita interiore come persone di fede. Parliamo con Lui nell’intimità dell’anima, ed Egli ascolta. Questa conversazione interiore — l’apertura del nostro cuore a Colui che ci ha chiamati all’esistenza con amore — non è destinata allo sguardo pubblico. Come l’indumento con le frange portato sotto i vestiti, rimane nascosto. Ma non è per questo meno reale.
Parashat Behaalotekhà. La vera eredità che lasciamo è il bene che abbiamo seminato
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Spesso non sapremo mai quanto bene abbiamo fatto agli altri. Una parola gentile, un gesto di cura, una presenza fedele possono cambiare una vita senza che noi ne veniamo mai a conoscenza. Così fu per Mosè. In superficie il popolo sembrava solo ingrato e ribelle. Ma sotto la superficie il suo spirito aveva già trasformato altri esseri umani.












