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Marc Chagall, un universo in mostra

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L’universo di Marc Chagall arriva a Roma dove, fino a domenica 1 luglio, presso il Complesso del Vittoriano, sarà allestita la mostra “Chagall delle meraviglie” che, attraverso circa 180 opere tra dipinti, gouaches, disegni, sculture e incisioni, ripercorre l’intero itinerario della vita e dell’opera dell’artista russo. “Chagall continua a parlarci anche ora -ha affermato Claudia Zevi, curatrice della mostra- e, nell’organizzare questa rassegna, ci siamo chiesti come mai sia così e, per trovare una risposta, abbiamo prima guradato all’uomo e alle varie vicende cha ha attraversato, sempre riflettendoci sopra; un uomo religioso, ebreo ma, aperto a tutte le religioni. Per lui – ha proseguito Claudia Zevi- dipingere era una necessità interiore”.

Arturo Schwarz, ebreo, anche

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Arturo Schwarz racconta in queste pagine il suo essere “anche” ebreo, evidenziando come questo forte senso di appartenenza rafforzi le sue convinzioni in un´epoca sopraffatta dall´irrazionalità, dall´egoismo, dallo sfruttamento, dalla svalutazione dei sentimenti, dove le fondamenta dell´ebraismo riescono a riportare alla luce i valori indissolubili, e purtroppo oggi ignorati, dell´esistenza. Scegliendo come punto di osservazione l´”Etica”, l´immensa opera di Baruch Spinoza, in cui la visione unitaria dell´esistente diviene base alle tre massime aspirazioni del vivere, l´esigenza di libertà e di felicità e la brama di assoluto, Arturo Schwarz ci conduce in un viaggio affascinante, sorprendente e rivelatore, addentrandosi nell´intrico delle tradizioni ebraiche e dei testi sacri, e toccando ogni luogo dell´esistenza.

Fiera del libro

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“La letteratura italiana come ponte tra la Fiera del Cairo e quella di Gerusalemme”. E’ il primo punto che Simonetta Della Seta, direttrice dell’Istituto di cultura in Israele ha sottolineato nel raccontare la partecipazione italiana alla 23/a Fiera internazionale del libro di Gerusalemme.
“Un momento politico importante – aggiunge illustrando il programma avviato in stretta collaborazione con l’ambasciata italiana a Tel Aviv – e lo facciamo anche perché la nostra è una cultura di dialogo e attraverso la nostra letteratura riusciamo a far passare certi messaggi ed avvicinare certi mondi”.
Per l’appuntamento clou nel Padiglione italiano dove – dice Della Seta – “abbiamo invitato editori, scrittori e poeti arabo-israeliani che hanno partecipato, in quanto individui alla Fiera di Cairo, visto che Israele non è accettata. Tramite noi possono raccontare al pubblico israeliano cosa significano le due Fiere e a Gerusalemme offrire quindi più di una voce della Fiera di Cairo”.

Corpo a corpo

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La rassegna del Teatro Franco Parenti di Milano che si apre in occasione del Giorno della Memoria presenta Yossl Rakover si rivolge a D.o, uno spettacolo di Zvi Kolitz tratto da un testo considerato da Emmanuel Lèvinas un “salmo moderno”, ideato a interpretato da Marina Bassani. Un testo in cui il corpo a corpo si svolge direttamente con D.o e che, appena pubblicato, divenne immediatamente un riferimento per tutti gli ebrei, una sorta di preghiera, di testamento spirituale… Le domande che Yossl Rakover, immaginato come ultimo resistente durante l’insurrezione del ghetto di Varsavia, pone a D.o poco prima di morire, sono estreme e inesorabili.

Satira e Terzo Reich.

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Dopo il film Mein Fuehrer, uscito tra molte critiche nelle sale tedesche, la Germania continua a
ridere di Adolf Hitler con una nuova satira di Rolf Hochhuth (75 anni), che affronta il nazismo attraverso la clinica psichiatrica e si prende gioco del dittatore. Till Reinicke è il protagonista della nuova opera Heil Hitler di Hochhuth, in scena a Berlino. La tragicommedia in cinque atti racconta la storia di un giovane

Musica e impegno:

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Uri e Maurizio sono due trentenni romani, ideatori di “Progetto Davka”, un’iniziativa di divulgazione della musica ebraica ed israeliana. La loro idea è nata dalla tanta voglia che hanno di far conoscere alla gente una realtà a loro molto cara, il modo ebraico, al di là della percezione comune che viene diffusa dai media.
Entrambi ebrei, hanno imparato a conoscere la propria cultura attraverso lo studio e la trasmissione delle tradizioni familiari, integrandola con quella israeliana, attraverso frequenti e lunghi soggiorni in Israele.

Al Conservatorio di Milano un grande Shlomo Mintz

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ogni possibile apprezzamento artistico, nello straordinario concerto che il violinista israeliano Shlomo Mintz ha regalato al pubblico milanese nella sala grande del Conservatorio Giuseppe Verdi. L’esecuzione di quello che ormai è considerato unanimemente il leader dei grandi violinisti dei nostri tempi è stata indimenticabile e ha tenuto il pubblico della Società del Quartetto (la sala era gremita) con il fiato sospeso dalla prima nota della Sonata di Mozart in programma alla struggente conclusione dell’ultima composizione di Sostakovic, quella mitica sonata per viola e pianoforte conclusa alla vigilia della morte del grande compositore russo ed eseguita per la prima volta a Leningrado nel 1975 all’indomani della sua scomparsa.

Borat: Il film culto che ha diviso l’America.

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antisemita, razzista, misogino e omofobo mostra gli aspetti più spiacevoli e nascosti della società d’oggi (americana o del Kazakhistan), in una satira spinta ai limiti estremi che può disgustare o entusiasmare, e che è valso al film molte denuncie e proteste. Arriverà in Italia a Febbraio e sicuramente dividerà la comunità ebraica.
Borat: Cultural Learning of America For Make Benefit Glorious Nation of Kazakhistan è il film più irriverente, aggressivo, grottesco, comico e geniale della stagione cinematografica e negli Stati Uniti non si fa che parlare di questo, divide il pubblico, la critica, l’America e per vederlo bisogna fare lunghissime code. È un film antisemita o denuncia gli antisemiti?

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