dell’altra sera (14 dicembre, ndr) e vi scrivo qui di seguito le mie impressioni, augurandomi che altri lettori facciano seguire le loro.
Non è finita in un bagno di sangue. L’aula magna era colma e c’erano tutti
dell’altra sera (14 dicembre, ndr) e vi scrivo qui di seguito le mie impressioni, augurandomi che altri lettori facciano seguire le loro.
Non è finita in un bagno di sangue. L’aula magna era colma e c’erano tutti
La musica non serve solo ad intrattenere il pubblico. Talvolta guarisce gli animi tormentati. E soprattutto può costituire una testimonianza insostituibile. Questo è il caso del Quartetto Pavel Haas, che quattro straordinari ragazzi praghesi hanno deciso di intitolare al grande compositore ceco assassinato nel 1944 ad Auschwitz.
E appena uscito lultimo libro di Liliana Treves Alcalay Canti di Corte e di Juderia con CD, edito da La Giuntina di Firenze.
Chiediamo allautrice di parlarcene.
“Dopo aver affrontato nei miei due libri precedenti, ‘Sefarad’ e ‘Melodie di un esilio’, gli aspetti della storia, cultura, musica e tradizioni degli ebrei sefarditi, in questo mio nuovo libro mi soffermo, sulla musica medievale spagnola, sul Romancero e sulle altre forme musicali spagnole rapportate al Romancero
è il terzo lungometraggio del regista franco-romeno Radu Mihaileanu, che ora raggiunge anche gli schermi italiani. Questa la storia. In un campo profughi del Sudan una donna cristiana riesce a infiltrare suo figlio tra un gruppo di ebrei etiopi che partono per Israele. Shlomo, come
Tu sei un bastardo, il nuovo libro di Gad Lerner (Feltrinelli, 220 p., 10,00) è un libro ironico e autoironico, una dimostrazione riuscita di come si possa affrontare il tema dellidentità con uno stile leggero e profondo e, contemporaneamente, unarringa appassionata contro lidentità e un suo elogio. Lansia di avere una identità altrimenti non si è nessuno – riguarda un tipico tratto della nostra quotidianità. Il dopo Muro è essenzialmente questo e gli effetti della globalizzazione sono anche unansia identitaria che si trasforma in invenzione del
A parte il titolo e qualche preghiera e canto, di ebraico non cè quasi nulla. La passione di Giosuè lebreo, lultimo lavoro di Pasquale Scimeca che ha suscitato tante poleòiche a Cannes, non è un film brutto, neppure molto crudo (solo le scene finali, penso molto più soft di quelle del film di Gibson), ci sono
Giuntina, pp. 255, 12,00
Tra cronaca e diario, in una prosa fresca e vivace, il libro ci fa conoscere Israele attraverso gli occhi di un giovane ebreo italiano alla ricerca delle proprie radici. Così la quarta di copertina presente questo libro, davvero vivace e coinvolgente, che ci racconta di un diciottenne ebreo fiorentino, con tutti i problemi tipici della sua condizione, e, si può ironicamente aggiungere, ulteriormente complicati dallessere un