di Pietro Baragiola
Il film, candidato israeliano all’Oscar per Miglior Film Internazionale, ha vinto il premio di Miglior Film al Tribeca Film Festival 2024, in un periodo in cui le città americane erano continuamente teatro di proteste anti-israeliane e manifestazioni pro-palestinesi.
Cultura e Società
Bookcity Milano 2024: gli eventi in salsa ebraica
di Nathan Greppi
L’edizione 2024, che si terrà dall’11 al 17 novembre, porterà nel capoluogo lombardo e in altri comuni vicini numerosi incontri, dibattiti e presentazioni di libri con autori italiani e stranieri. E in questa cornice, non mancheranno gli eventi che presentano un legame con il mondo ebraico.
L’arte di Silvio Wolf, a Parma e San Vito al Tagliamento, prende forma con delle installazioni site-specific
di Michael Soncin
Per vivere un’esperienza immersiva l’artista ha da poco realizzato due installazioni: “Essere e Divenire. Un Viaggio all’Origine dell’Immagine, della Vita”, dentro lo spazio di Borgo delle Colonne a Parma, fino al 22 dicembre 2024; “I Nomi della Luce. Rivelazione e Occultamento dell’Immagine” presso l’Antico Ospedale della Confraternita dei Battuti, a San Vito al Tagliamento (Pordenone), fino al 12 gennaio 2025.
L’ultima trovata: Trump avrebbe vinto per colpa d’Israele
di Emanuele Calò, Daniela Santus
Roberto De Vogli (Blog FQ, 5 novembre 2024) scriveva: “Un recente sondaggio dell’Institute for Social Policy and Understanding, condotto in tre stati chiave (Georgia, Pennsylvania e Michigan), ha rivelato che la “guerra” a Gaza rappresenta una delle principali preoccupazioni politiche per la maggioranza degli elettori musulmani (61%).
Riga, la stella sul Baltico. Sulle tracce del passato ebraico (e di una storia familiare)
di Nathan Greppi
Viaggio nella Lettonia ebraica (prima parte): un reportage. «La famiglia di mia madre ha vissuto in Lettonia per innumerevoli generazioni, finché non decisero di fare l’aliyah per cercare in Israele quella libertà che nell’URSS veniva loro negata.
Lo sapevate che?… Fish and chips, la specialità inglese portata dagli ebrei portoghesi
di Ilaria Myr
È forse la portata più famosa in Inghilterra, tanto da essere considerato “il” piatto iconico britannico. Rimarrete dunque sorpresi nel sapere che molto probabilmente furono gli ebrei sefarditi portoghesi a portarlo nelle isole britanniche dove trovarono rifugio nel XVI secolo in seguito all’Inquisizione.
Il Maimonide di Asti: l’eredità civile e morale di Amos Luzzatto
di Redazione
Domenica 27 ottobre, negli spazi della Biblioteca Astense di Asti, ha avuto luogo un pomeriggio di riflessione in ricordo della figura di Amos Luzzatto e del passaggio suo e della sua famiglia in questa cittadina piemontese, negli anni tra il 1977 e il 1985.
Bookcity 2024. Presentazione online del libro ‘Se solo il mio cuore fosse pietra’ a cura dei Figli della Shoah
di Redazione
Il 17 novembre alle ore 18 si terrà su Zoom la presentazione del libro di Titti Marrone Se solo il mio cuore fosse pietra, nell’ambito di Bookcity Milano 2024. L’evento, organizzato dall’Associazione Figli della Shoah, vedrà la partecipazione delle sorelle Andra e Tati Bucci, sopravvissute ad Auschwitz quando erano bambine.
Brian Epstein, l’uomo che “inventò” i Beatles. Esce la video-biografia “Midas Man”
«Agente sionista», reagente umano. Siamo plurali e molteplici, questa è la nostra ricchezza
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Calma e gesso. Concentriamoci: si tratta, a seguire, di parole difficili, complicate, complesse. Per alcuni – forse – noiose. Tuttavia necessarie. Imprescindibili. Dobbiamo quindi, a tale riguardo, capirci nel merito. Ossia, ritornare a comprenderci
Perché l’Italia non ha mai voluto fare i conti con la Shoah e con il Fascismo?
di Michael Soncin
“In Italia sino al 25 luglio c’erano 45 milioni di fascisti; dal giorno dopo, 45 milioni di antifascisti. Ma non mi risulta che l’Italia abbia 90 milioni di abitanti”. Parola di Winston Churchill. Opportunismo? Timore? Strategia o comodità? Nessuna ipotesi è esclusa.
L’ebraico, lingua emancipatrice? I casi di Anton Shammas e Sayed Kashua, scrittori arabi che hanno scelto l’ebraico
di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Oggi vorrei parlare di due autori arabi israeliani che hanno scelto la lingua ebraica per scrivere la loro opera letteraria. Il primo è Anton Shammas, nato nel 1950 nel villaggio greco-cattolico di Fassuta vicino ad Har Meron. Il secondo è Sayed Kashua, nato nel 1975 in una famiglia musulmana di Tira (vicino a Kfar Saba). Entrambi hanno studiato all’Università ebraica di Gerusalemme e sono perfettamente trilingui (arabo, ebraico, inglese).














