Cultura e Società

Bookcity Milano 2024: gli eventi in salsa ebraica

Eventi

di Nathan Greppi
L’edizione 2024, che si terrà dall’11 al 17 novembre, porterà nel capoluogo lombardo e in altri comuni vicini numerosi incontri, dibattiti e presentazioni di libri con autori italiani e stranieri. E in questa cornice, non mancheranno gli eventi che presentano un legame con il mondo ebraico.

L’arte di Silvio Wolf, a Parma e San Vito al Tagliamento, prende forma con delle installazioni site-specific 

Arte

di Michael Soncin
Per vivere un’esperienza immersiva l’artista ha da poco realizzato due installazioni: “Essere e Divenire. Un Viaggio all’Origine dell’Immagine, della Vita”, dentro lo spazio di Borgo delle Colonne a Parma, fino al 22 dicembre 2024; “I Nomi della Luce. Rivelazione e Occultamento dell’Immagine” presso l’Antico Ospedale della Confraternita dei Battuti, a San Vito al Tagliamento (Pordenone), fino al 12 gennaio 2025.

Donald Trump

L’ultima trovata: Trump avrebbe vinto per colpa d’Israele

Opinioni

di Emanuele Calò, Daniela Santus
Roberto De Vogli (Blog FQ, 5 novembre 2024) scriveva: “Un recente sondaggio dell’Institute for Social Policy and Understanding, condotto in tre stati chiave (Georgia, Pennsylvania e Michigan), ha rivelato che la “guerra” a Gaza rappresenta una delle principali preoccupazioni politiche per la maggioranza degli elettori musulmani (61%).

L’ebraico, lingua emancipatrice? I casi di Anton Shammas e Sayed Kashua, scrittori arabi che hanno scelto l’ebraico

Libri

di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Oggi vorrei parlare di due autori arabi israeliani che hanno scelto la lingua ebraica per scrivere la loro opera letteraria. Il primo è Anton Shammas, nato nel 1950 nel villaggio greco-cattolico di Fassuta vicino ad Har Meron. Il secondo è Sayed Kashua, nato nel 1975 in una famiglia musulmana di Tira (vicino a Kfar Saba). Entrambi hanno studiato all’Università ebraica di Gerusalemme e sono perfettamente trilingui (arabo, ebraico, inglese).