di Nathan Greppi
Subito dopo i fatti del 7 ottobre, la solidarietà nei confronti delle vittime israeliane è stata in breve tempo rimpiazzata da un’ostilità diffusa nei confronti dello Stato Ebraico, additato da ampi settori delle società occidentali come il principale responsabile dei problemi in Medio Oriente.
Cultura e Società
Kafka / riflessioni, riletture, nuove traduzioni, saggi, ristampe…
di Michael Soncin
Alcune delle ultime novità editoriali sullo scrittore più commentato, interpretato, chiosato del XX secolo. Una lettura inedita per l’Italia a firma dell’amico intimo Felix Weltsch, filosofo e giornalista nativo di Praga, uno dei più importanti sionisti della Boemia.
I nomi di famiglia tra le lapidi di Rumbula e il faro di Liepaja, carico di storia
di Nathan Greppi
Ritorno nella Lettonia ebraica (seconda parte): un reportage. Nella natura incontaminata della Lettonia rurale si scoprono tragiche tracce del passato. Ma c’è anche la celebrazione della vita, sulla costa baltica: a Liepaja nacque lo stemma ufficiale dello Stato di Israele
Discuto ergo sum… scrivi, scrivi, qualcosa resterà. La stampa ebraica in Italia
di Anna Coen
POLEMIZZO, DISSENTO, AFFERMO, RIBADISCO… Patriottico o sionista? Ebreo o israelita? Insomma di che ebraismo sei? L’avventura della stampa italiana in un convegno a Roma e i 100 anni de La Rassegna Mensile d’Israel. La stampa ebraica italiana cerca di farsi testimone del presente, farsi interprete della sensibilità collettiva
Lo sapevate che? Chiudere il cerchio, tra qabala e aleph-bet
di Ilaria Myr
Quante volte nella vita abbiamo usato l’espressione “chiudere il cerchio” per indicare che abbiamo portato a termine un processo, senza lasciarlo incompiuto?
Ecco, probabilmente l’abbiamo pronunciata senza sapere che all’origine di questo modo di dire vi è l’alfabeto ebraico.
La tonalità ebraica nella scrittura impersonale di Franz Kafka
di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Come molti ebrei appartenenti all’orizzonte culturale della Mitteleuropa, Kafka si esprime in un tedesco perfetto, esente da ogni tipo di particolarismo linguistico ebraico nonché privo di ogni asperità stilistica.
Kafka, l’uomo che voleva abbracciare la vita
di Fiona Diwan
Non era snob e adorava ridere, cercava intimità e senso della vita, malgrado l’abisso interiore. Era sedotto dal teatro yiddish e dal suo umorismo irriverente. Un mito, contemporaneo e vicino. Esce l’appassionante e monumentale biografia di Reiner Stach: un giacimento di informazioni e una ricostruzione storica unici
Gregor, diventerai lo scarafaggio più famoso della letteratura mondiale
di Fiona Diwan
Nelle notti tra il 14 e il 18 novembre 1912 Kafka non riesce a dormire. È barricato in camera, prova disperazione, tristezza. C’è una storia che lo “opprime nel punto più interno” di se stesso, che lo tormenta e non lo lascia in pace. Deve scriverla.
«Chi sono io?». Le Metamorfosi di un genio sottile
di Michael Soncin
Franz Kafka 100 anni dopo: convegni, mostre riletture. Il manoscritto originale della Lettera al padre, i disegni, le pagine dei celebri Diari, le prime edizioni dei racconti. E poi opere d’arte contemporanea ispirate ai suoi personaggi e scritti. A cento anni dalla scomparsa, la Biblioteca Nazionale d’Israele a Gerusalemme dedica a Kafka una mostra e un imponente omaggio
Grazie alla vita, che mi ha tolto e dato tanto
di Fiona Diwan
Non è facile offrirsi al pubblico con intensità e passione. Non è semplice consegnare la propria vita e la propria intimità, e farlo con profondità e, insieme, leggerezza. Lo fa Claudine Chayo in C’era una volta, ma forse no…
Battesimi forzati, l’atrocità dei bambini ebrei rubati alle famiglie dalla Chiesa
di Ludovica Iacovacci
“Il tema dei bambini convertiti è un tema doloroso, di sopraffazione, di violenza e di mancanza d’identità”. Con queste parole aprono i lavori Roberto Jarach, Presidente del Memoriale della Shoah di Milano, e Daniela Dana, Presidente dell’Associazione Figli della Shoah, per l’incontro “Bambini rubati, bambini contesi. Battesimi forzati in Età contemporanea” tenutosi il 20 novembre 2024 all’Auditorium della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano.
La guerra di logoramento dell’Iran contro Israele è solo una tappa per la conquista islamica dell’Occidente
di Ugo Volli
[Scintille. Letture e riletture] Chiunque metta da parte per un momento l’indignazione e il lutto e cerchi di pensare con freddezza alla guerra contro Israele iniziata da Hamas più di un anno fa, non può che porsi il problema del perché hanno deciso di iniziare il conflitto.














