Cultura e Società

THE PRODUCERS

Spettacolo

musicali del dopoguerra, allegrissima e piacevole, e riprende la tradizione musicale americana non senza venature yiddish, irriverente e senza inibizioni politically correct.

La storia, ambientata nella Broadway degli anni quaranta, è quella di due scalcinati produttori di musical che scoprono che per fare un mucchio di soldi è meglio un fiasco che un successo. E per essere sicuri di riuscire nello scopo, mettono in scena la peggior commedia possibile.

Le metamorfosi di Israele

Libri

è ben conosciuto dal pubblico italiano, sia ebraico che no, sia per la sua attività di diplomatico che per quella di scrittore di libri dallo stile sempre piacevole e accattivante. Chi ne legge gli articoli su quotidiani e riviste, anche nel caso in cui non condivida fino in fondo le tesi sostenute, non può non notare la lucidità con cui egli affronta i problemi della situazione di Israele e del Medio Oriente oggi e la capacità di porsi da punti di vista nuovi, mai banali o scontati. Tutte queste caratteristiche si ritrovano in questo libro estremamente aggiornato sulla situazione politica attuale di Israele; le ultime pagine giungono sino alla malattia di Ariel Sharon ed alla vittoria elettorale di Hamas.

Incontro con la Psicosintesi

Spettacolo

Ci vuole tempo per entrare nel tema proposto. Tempo ed anche coraggio soprattutto per chi ha vissuto queste parole, “distacchi, perdite, sensi di colpa”, come un vero macigno, un ostacolo insormontabile, un’emozione troppo dolorosa appena affiorata e subito soffocata. Ma siamo tutti un po’ così, siamo un po’… come le lucertole: se una parte è minacciata la tagliamo via. Distaccandoci da noi stessi e dagli altri.
Distacchi, perdite, sensi di colpa… quale esistenza non vive piccole e grandi perdite, piccoli e grandi distacchi? Da persone amate

Lo stato delle cose, il crocifisso nei luoghi pubblici e noi.

Opinioni


sono contrassegnati da fatti drammatici. Quanto di peggio ci attende rischia invece di crescere nell’indifferenza, nella nostra incapacità di mettere a fuoco i problemi reali e di reagire di conseguenza.
Se noi, in quanto ebrei italiani, dormiamo, o talvolta ci perdiamo in ridicole dispute da cortile, il mondo circostante, come dimostrano molte recenti vicende, resta invece sveglio. E va per la sua strada.
Vorrei ospitare, nel primo spazio che questa testata sottopone all’attenzione del lettore, l’intervento che segue.
Firmato da un giurista illustre come Giulio Disegni e dedicato al delicatissimo problema dell’esposizione dei simboli religiosi nei luoghi pubblici

La storia dell’amore

Libri

per sopravvivere; vive alla giornata, emarginato in una città enorme come New York, legge i libri del figlio, che è un famoso scrittore (ma che non sa della sua esistenza), e ogni sera batte alcuni colpi sui tubi della caldaia di casa, per fare sapere al suo vicino che è ancora vivo.
Ma la sua vita non è sempre stata così. Quando era giovane, ebreo nella Polonia degli anni Trenta in cui era nato, Leo Gursky si era follemente innamorato di Alma e aveva scritto un libro in yiddish, La storia dell’amore, racconto di quel suo impossibile sentimento.

L’odio in rete

Libri

in tutto il mondo, usano Internet. La maggioranza ne fa un uso positivo, altri, gruppi o persone protetti dalla libertà d’espressione garantita dalla legge, lo utilizzano invece per spandere odio e violenza in assoluta libertà soprattutto contro gli ebrei e i neri. La ricerca del sociologo della comunicazione Antonio Roversi parte dal desiderio di informarsi su quanto hanno da dire coloro che, per varie ragioni, ne fanno un uso negativo, ma non si esaurisce nell’arricchimento delle informazioni: serve infatti a riflettere sul fatto che dietro a questi siti non ci sono solo gruppi marginali, ma gruppi di militanti, movimenti reali che fanno dell’odio verso gli “altri”, dello scontro, del rifiuto del dialogo e della guerra la loro ragione d’essere.

Lettere a Yasha Reibman

Opinioni


Israele e gli ebrei uno di noi venga minacciato di querela per un milione di euro mi pare sia una notizia senza precedenti. Lo è anche la solidarietà che mi sta arrivando da ogni dove. Penso sia il caso renderne conto: non siamo soli e non ci facciamo intimidire”.
Yasha Reibman
Oliviero Diliberto si ostina a non capire che la scena delle bandiere di Israele

Bandiere e querele. È necessario uscire dalle ambiguità

Opinioni


sarà bene, prima di tutto, sgombrare il campo dal rischio di fraintendimenti. Il tenore delle recenti dichiarazioni del portavoce della Comunità ebraica di Milano Yasha Reibman, che ha vivacemente criticato alcuni esponenti dell’ultrasinistra nostrana, a giudicare dalla estrema diversità delle reazioni che pervengono in redazione non ha fatto l’unanimità. Reibman, che si è fatto conoscere per la vivace passione con cui espone le proprie opinioni,

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