di Redazione
In seguito ai terribili fatti di Amsterdam, un vero e proprio pogrom, domenica 10 novembre alle ore 13 in piazza San Babila si terrà a Milano una manifestazione per dire stop all’antisemitismo. Accorrete numerosi!
Attualità e news
La stella e l’Union Jack. Paura e speranza nel Regno Unito di Starmer
di Nathan Greppi
Quando, il 5 luglio, Keir Starmer è diventato Primo Ministro del Regno Unito, in molti nella comunità ebraica britannica hanno tirato un sospiro di sollievo: sposato con un’ebrea, sionista dichiarato, da quando è diventato leader del Partito Laburista ha cercato di fare piazza pulita dell’antisemitismo cresciuto tra le loro fila
9.11.1938 – 8.11.2024. Scontri e violenze ad Amsterdam: il destino delle date nere ritorna tra stadio e Storia
di Marina Gersony
Gli episodi di violenza di Amsterdam sono avvenuti alla vigilia dell’8 e 9 novembre, due date significative per la storia ebraica e mondiale. Questi giorni richiamano alla memoria tragici eventi storici: dall’8 novembre 1923, quando Adolf Hitler tentò un colpo di stato, alla Notte dei Cristalli del 1938, preludio alla persecuzione nazista, fino alla caduta del Muro di Berlino l’8 novembre 1989.
“Vuoi rovinare la serata a tutti?”: il cantante dei Radiohead, Thom Yorke, scende dal palco per opporsi ad un fan pro-palestinese
di Pietro Baragiola
Il video mostra un uomo tra il pubblico che si rivolge al cantante lanciando imprecazioni antisemite e accusando Israele di genocidio. Yorke non ha ignorato le accuse del fan ed ha risposto con fermezza: “non startene lì come un codardo, vieni qui a dirmelo! Vuoi rovinare la serata a tutti? Ok, accomodati”. Subito dopo, il cantante ha posato la chitarra al suolo ed ha abbandonato il palco.
Amsterdam: aggressioni programmate contro i tifosi del Maccabi Tel Aviv. Oltre 10 feriti, rintracciati tutti i tifosi
di Nathan Greppi
Secondo gli ultimi aggiornamenti, finora almeno 10-20 israeliani sarebbero rimasti feriti, di cui cinque sono stati localizzati negli ospedali, mentre altri sette sono tuttora dati per dispersi. Si teme che possano esserci ostaggi. Arrestate almeno 57 persone.
L’Uefa giudica “non offensivo” lo striscione “Free Palestine” sventolato durante la partita di Champions League
di Anna Coen
Il messaggio, che copriva un’intera sezione degli spalti, raffigurava la Cupola della Roccia e includeva una mappa dell’intero Israele, della Cisgiordania e di Gaza con i colori della kefiah palestinese, negando così l’esistenza di Israele, uno dei più comuni tropi antisemiti oggi esistenti. Protesta l’Associazione ebraica europea.
Ahou Daryaei: il gesto di ribellione che scuote l’Iran, tra il coraggio delle nuove generazioni e il sostegno a Israele
di Redazione
La storia di Ahou va oltre la protesta individuale: il suo gesto è diventato un simbolo per tante ragazze iraniane che vogliono vivere senza essere costantemente sorvegliate e costrette a seguire leggi rigide e oppressive. Mentre alcuni giovani iraniani continuano a esprimere sostegno per Israele, sfidando il regime.
Diario minimo (di un conflitto). Il servizio militare dei haredim porta al licenziamento di Gallant
di Luciano Assin
L’esonero di Gallant fa parte di un più grande disegno politico che mira a soddisfare i partiti ultraortodossi, haredim in ebraico, che esigono una legge ad hoc che permetta l’esonero in blocco di tutti coloro che secondo le attuali leggi sono obbligati al servizio militare. La decisione di Bibi è molto azzardata ed è controcorrente rispetto all’opinione pubblica israeliana.
Raffica di missili di Hezbollah contro Tel Aviv: colpire Israele per parlare all’America
di Ludovica Iacovacci
I media israeliani hanno riferito che un razzo ha colpito un’area vicina all’aeroporto, senza causare vittime ma creando una profonda voragine nell’asfalto. A Ra’anana un missile ha centrato in pieno una macchina parcheggiata, per fortuna vuota. Mentre un terrorista a Binyamin, sceso dal suo veicolo, ha tentato di pugnalare i civili con un cacciavite.
La vittoria di Trump e le reazioni nel mondo ebraico e in Israele
di Marina Gersony
La vittoria di Trump solleva interrogativi cruciali per il futuro del Medio Oriente. Da un lato, Israele guadagna un alleato deciso e senza compromessi, che intende favorire l’espansione degli Accordi di Abramo e offrire sostegno nel contenere l’influenza iraniana nella regione. Dall’altro, il rischio è che questo sostegno incondizionato alimenti ulteriori tensioni e ostacoli le possibilità di pace e di risoluzione del conflitto con i palestinesi.
Netanyahu licenzia Gallant per “mancanza di fiducia reciproca”. L’ex Ministro della Difesa: “L’abbandono degli ostaggi un marchio sulla fronte della società israeliana”
di Redazione
Il ministro licenziato in una conferenza stampa ha dichiarato che la ragione del suo licenziamento era triplice: la necessità di arruolare uomini Haredi nell’IDF, l’imperativo di riportare gli ostaggi da Gaza e la necessità di una commissione d’inchiesta statale sull’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre e sulla guerra che ne è seguita.
Su Wikipedia, i propal riscrivono la storia
di Nathan Greppi
Negli ultimi mesi la pagina sul sionismo è stata cambiata, fornendo una definizione che fa credere che gli ebrei giunti in Palestina prima sotto il dominio dell’Impero Ottomano, e poi durante il Mandato Britannico, fossero dei colonialisti in una terra non loro, equiparandoli superficialmente ai coloni europei nelle Americhe.














