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Le ragioni della nostra unità

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che proprio in un momento in cui si dibatte sul senso stesso della nostra comunità e si confrontano posizioni diverse, talora contrapposte, una festa come quella degli alunni della scuola abbia richiamato, anche da più parti del modo, tantissime persone in un clima di calorosa familiarità.
Sarebbe interessante chiedersi qual è stato il motore propulsore che ha fatto confluire così tante persone.

Informazione comunitaria coordinata e coerente

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hanno avuto in questi anni una trasformazione rapidissima, inimmaginabile fino a poco fa. La velocità della diffusione delle notizie, il loro accavallarsi e arrivo in tempo reale in tutte le parti del globo, fa sì che molte informazioni siano vecchie prima ancora di essere trascritte o trasmesse. La Comunità di Milano è consapevole di questo nuovo fenomeno.

Milano, città aperta

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Che succede a Milano? A cosa stiamo assistendo, più o meno distrattamente? In poche ore ne abbiamo viste di tutti i colori. Una libreria gay è stata coperta di scritte insultanti e aggressive. Un circolo dell’estrema destra cittadina è stato preso di mira e incendiato. La moschea di via Jenner ha ricevuto la sua dose di minacce. Infine il cosiddetto “quartiere cinese” di via Paolo Sarpi è stato teatro di una rissa furibonda fra forze dell’ordine e milanesi di origine orientale che si sentono oppressi dalle multe dei vigili. Sono bastate poche giornate per incrinare paurosamente il mito della metropoli moderna e civile, della capitale morale che apre le sue porte a tutti, della città multiculturale e tollerante.
Noi ebrei abbiamo tutte le ragioni di preoccuparcene. Non solo gli antisemiti, non solo i negazionisti, non solo gli estremisti che vorrebbero veder prevalere negli equilibri mediorientali le forze della distruzione e della dittatura, sono i nostri nemici. Ma tutti coloro che congiurano per rendere l’aria irrespirabile e la società che ci circonda sempre più frammentata e intollerante.

Astorre Mayer, il coraggio di ricostruire

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Ci sono dei momenti o delle situazioni in cui per una serie di circostanze il salto nel passato è così intenso da sembrare quasi reale.
Questa è la sensazione che io e probabilmente molte altre persone del pubblico abbiamo percepito quando si è svolta la giornata di studio in memoria di Astorre Mayer nel centenario della nascita.
L’ evento, svoltosi presso il Museo di Storia Contemporanea, è nato per una iniziativa congiunta dell’ Associazione Italiana Amici dell’Università di Gerusalemme, del Dipartimento di Scienze della Storia dell’ Università degli Studi di Milano e dal
Dipartimento di Studi Ebraici dell’ Università Ebraica di Gerusalemme.
Evocare la figura di una persona come Astorre Mayer, non era né facile né tantomeno banale. Il rischio di scivolare nella retorica incensante era grande, ma d’altro canto il personaggio era di tale statura che l’ evocazione non poteva limitarsi al banale.
ALL’INTERNO INTERVISTE E INTERVENTI DI ANNA MARIA FINOLI E SYLVIA SABBADINI, ORGANIZZATRICI E CURATRICI DELLE MANIFESTAZIONI

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