La limited edition Coca-Cola firmata da Noma Bar dedicata a sei città italiane

Noma Bar firma la nuova limited edition delle bottiglie Coca-Cola dedicata alle città d’Italia

di Redazione
Un hipster dalla barba che ha il profilo dello skyline di Milano e indossa una maglia decorata con i classici tram, una donna con al collo un Vesuvio che sbuffa e porta un cappello di pizza. E ancora: una bella donna con un cappello a forma di Colosseo e il décolleté che somiglia alla scalinata di Piazza di Spagna, e una donna con l’elastico per capelli a forma di Santa Maria Novella e la maglietta a barchetta che richiama il Ponte Vecchio: sono queste le immagini con cui l’illustratore israeliano Noma Bar rende omaggio a sei città italiane nella nuova limited edition di bottiglie di vetro della Coca-Cola. Bari, Napoli, Firenze, Roma, Milano e Venezia sono rappresentate ciascuna nelle fattezze di un personaggio che racchiude le caratteristiche di ciascuna città.

«Sei città, sei volti – ha spiegato il direttore marketing Coca-Cola Italia Giuliana Mantovano – che raccontano una storia e celebrano il legame che da oltre novanta anni unisce Coca-Cola all’Italia».

«Guardando i sei volti – ha spiegato Bar -, è possibile riconoscere i simboli della città, l’architettura, il cibo e i paesaggi, ma è solo con uno sguardo più attento che si scorgono gli elementi distintivi di Coca-Cola».

Chi è Noma Bar

Designer, illustratore e grafico riconosciuto a livello internazionale è anche autore delle copertine dei libri di Don DeLillo e Haruki Murakami. Bar ha inoltre realizzato illustrazioni pubblicate su quotidiani e riviste come The New YorkerThe GuardianThe New York TimesGQThe EconomistWallpaper ed Esquire e ricevuto numerosi premi, tra cui Gold Clio Award, D&AD Yellow Pencil Award, Golden Lion Award al Festival Internazionale della Creatività Leoni di Cannes; nel 2014, in occasione dei Wallpaper Design Award, è stato nominato “Life-enhancer of the Year”. Celebre il suo primo lavoro, I il ritratto di Saddam Hussein, rappresentato a partire dal simbolo che indica la radioattività, trovato su un giornale durante la Guerra del Golfo.

 

 

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