Lo studioso emiratino Waseem Yousef: “Il nemico degli arabi non è Israele, ma è fra di noi”

di David Zebuloni

Che l’incontro storico tra Israele ed Emirati Arabi sia un processo di normalizzazione più che un trattato di pace, è ancora materia di discussione. C’è chi vede in esso un vero e proprio passo verso un Medio Oriente più sicuro e tranquillo, e c’è invece chi trova in esso più opportunità economiche e commerciali che civili ed umanitarie.

A questo proposito, il video di  Waseem Yousef, noto studioso emiratino, che ha fatto il giro del web nelle ultime ore, ci aiuta a capire meglio il significato profondo del trattato di pace in questione, in quanto mostra una nuova apertura da parte del mondo arabo nel riconoscere Israele come soluzione al problema del terrorismo. E non come matrice del problema stesso.

“A  tutti quelli che si oppongono al trattato di pace con Israele, specie ai miei fratelli arabi, vorrei dire alcune cose”, esordisce Waseem Yousef. “Vorrei ricordarvi che non è stata Israele a demolire l’Iraq, dividendo la popolazione in due e obbligandola a farsi la guerra a vicenda. Non è stata Israele a mandare delle  botti piene di dinamite in Siria, scavando sotto le tombe dei nostri Maestri e torturando le loro ossa. Israele non ha mai bombardato la Libia. Israele non ha eletto al governo Izballah in Libano e non ha fornito armi ai Fratelli Musulmani. Diciamoci la verità: Israele non ha mai bombardato le Moschee. Israele non ha mai istigato Sciiti contro Sunniti. Israele non ha mai dissacrato le chiese dei nostri fratelli in Egitto. Israele non ha creato l’Isis. Siamo stati noi a farlo! Noi abbiamo creato l’Isis, noi abbiamo diviso Sciiti e Sunniti, noi abbiamo bombardato le Moschee e bruciato le Chiese.”

Waseem Yousef pare un fiume in piena, inarrestabile. Accusa i propri fratelli di terrorismo e violenza, difendendo così il diritto di Israele ad esistere. “Diciamo che Israele è il grande nemico, che Israele uccide gli arabi, ma smettiamola con queste menzogne e siamo per un attimo trasparenti e sinceri. Prima di vedere in Israele un nemico, cerchiamo il nemico in mezzo a noi, perché siamo noi che stiamo puntando le armi contro noi stessi. Smettiamola dunque di credere di essere degli angeli, smettiamo di credere che tutti vogliano ucciderci e perseguitarci. Ci siamo divisi pure il paradiso e abbiamo reso l’inferno una dittatura. Vergogniamoci, vergognatevi! Persino il diavolo si dissocerebbe dalle vostre azioni.”

Se è dunque vero che il primo passo per risolvere un problema è l’accettazione stessa di avere un problema, sembrerebbe che i nuovi rapporti tra Israele ed Emirati Arabi abbiano solide fondamenta e intenzioni sincere. Quelle di rendere il Medio Oriente un luogo più sicuro in cui vivere. Per tutti.

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