Lo stilista John Galliano firma la partnership con Zara. Un rilancio di immagine dopo gli insulti antisemiti?

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Dopo aver iniziato la sua carriera da Givenchy, nel 1996 Galliano è stato nominato direttore creativo di Christian Dior, ruolo che ha mantenuto per i 15 anni successivi finché non è stato licenziato a causa dei suoi gravi commenti antisemiti, molti dei quali inneggiavano Adolf Hitler e la persecuzione degli ebrei.

 

Mercoledì 18 marzo il colosso della moda Zara ha annunciato ufficialmente l’inizio di una partnership creativa di due anni con lo stilista britannico John Galliano, figura tanto influente quanto controversa nel panorama internazionale.

Dopo aver iniziato la sua carriera da Givenchy, nel 1996 Galliano è stato nominato direttore creativo di Christian Dior, ruolo che ha mantenuto per i 15 anni successivi finché non è stato licenziato a causa dei suoi gravi commenti antisemiti, molti dei quali inneggiavano Adolf Hitler e la persecuzione degli ebrei.

Nel loro nuovo comunicato stampa i responsabili di Zara non hanno rilasciato dichiarazioni in merito al passato dello stilista, bensì si sono limitati a spiegare che l’accordo prenderà il via a settembre e che lo scopo di Galliano sarà quello di “reinterpretare l’archivio del brand attraverso una serie di collezioni stagionali, lavorando sui capi delle passate edizioni per decostruirli e riconfigurarli”.

Lo scandalo Galliano

Il tutto è scoppiato nel febbraio 2011 quando Galliano è stato accusato di aver insultato una coppia ebrea in un bar di Parigi, urlando loro frasi antisemite e razziste. Una delle vittime, Geraldine Bloch, ha raccontato alla stampa che lo stilista è arrivato a pronunciare “30 insulti anti-ebraici in soli 45 minuti”, tra cui espressioni come “dirty jewish face” e “fucking ugly jewish bitch”.

Pochi giorni più tardi i media hanno fatto circolare un video, girato mesi prima nello stesso locale, in cui Galliano, visibilmente ubriaco, urlava ad una ragazza ebrea seduta a qualche tavolo di distanza “I love Hitler…people like you would be dead today”.

Queste immagini hanno scatenato un’ondata di indignazione internazionale capitanata da molte celebrità della comunità ebraica come l’attrice Natalie Portman, allora legata al marchio Dior, che ha dichiarato di “non voler essere in alcun modo associata con Galliano”.

Anche la maison Dior ha descritto il comportamento dello stilista come “detestabile” e in sede processuale il procuratore lo ha definito “un terribile esempio di antisemitismo quotidiano”. Galliano è stato dunque licenziato e successivamente condannato ad una multa, oltre al risarcimento delle vittime.

Negli anni successivi lo stilista si è più volte scusato per il suo comportamento, attribuendo quanto accaduto a problemi di dipendenza: “è stata la cosa peggiore che abbia mai detto. Ero arrabbiato e profondamente infelice per come stava andando la mia vita e ho finito per dire cose orribili in cui non mi ritrovo e che per me sono ancora motivo di vergogna.”

Dal 2014 al 2024 Galliano si è ricostruito un nome guidando Maison Margiela e ricevendo quattro volte l’ambito premio di British Fashion Designer of the Year.

Oggi la nuova collaborazione con Zara rappresenta per lui una nuova sfida nel suo cammino di redenzione: un tentativo di rilancio creativo che, tuttavia, riporta inevitabilmente alla memoria una vicenda ancora capace di dividere l’opinione pubblica del mondo della moda, specialmente in un periodo in cui l’antisemitismo è in costante aumento.

La partnership con Zara

Secondo quanto dichiarato dai vertici di Zara, la collaborazione con Galliano si inserisce in una strategia che punta a valorizzare il patrimonio del noto marchio di moda attraverso una lente contemporanea, rielaborando capi già esistenti per permettere loro di dialogare con il presente.

“È un approccio coerente con la cifra creativa di Galliano, fatta di reinvenzione e teatralità ma rappresenta anche una sfida per noi: coniugare l’identità accessibile di Zara con l’estro di uno stilista abituato all’alta moda” riporta il comunicato, aggiungendo la speranza che questa nuova operazione possa rafforzare il posizionamento del brand, attirando un pubblico più sensibile alla ricerca e alla sperimentazione.

Per Galliano dunque questo è l’ennesimo tentativo di consolidare un percorso di redenzione personale e professionale mentre per Zara diventa una scelta che punta sull’innovazione, ma che inevitabilmente riporta alla memoria un passato controverso. Tra il rilancio creativo e la memoria pubblica sarà il tempo a stabilire se questa operazione segnerà una definitiva riconciliazione o riaprirà ferite mai del tutto rimarginate.

“L’antisemitismo e il razzismo non hanno parte nella nostra società” ha concluso Galliano in una recente dichiarazione. “So che devo scontrarmi con i miei stessi sbagli e lavorare duramente per riguadagnarmi la fiducia del pubblico ma sono pronto a farlo.