I leader positivi al Covid e il cinismo del web: ecco come il virus ci ha cambiati

di David Zebuloni
A sconvolgere il mondo ebraico ortodosso (e non solo) è stata la notizia che Rav Haim Kanievsky, considerato da molti la massima guida spirituale vivente, è risultato all’età di 93 anni positivo al Covid. Se non fosse che la tradizione ebraica non crede nelle coincidenze, si potrebbe dire che, per pura fatalità, nello stesso giorno in cui è stata divulgata la notizia del contagio di Rav Kanievsky, anche il Presidente americano Donald Trump è risultato positivo al virus. Interessante il destino comune di questi due leader, così diversi tra loro, in quanto uno politico e l’altro spirituale, ma così simili e vicini in questo momento storico. 

Sia Rav Kanievsky che Donald Trump sono stati accusati di aver affrontato con negligenza l’emergenza Covid. Il primo è stato incolpato di non aver impedito ai suoi fedeli di realizzare assembramenti nei luoghi di preghiera, mentre il secondo è stato accusato di aver preso sottogamba la crisi sanitaria, dando più importanza a quella economica. Vero, ma non del tutto. Specie per quanto riguarda la guida spirituale. 

Rav Kanievsky, infatti, nonostante un ritardo importante considerata la crisi in corso, si è più volte pronunciato contrario alle funzioni religiose realizzate in gruppi di numero superiore a quello indicato dal Ministero della Salute, invitando i suoi seguaci a rispettare le norme anti-covid e non far nulla che possa mettere in pericolo delle vite umane, così come insegna l’ebraismo: “E voi dovrete fare molta attenzione a voi stessi” (Deut. 4, 15). O in altre parole, prendetevi ben cura della cosa più preziosa che possedete: la vostra vita. 

Nonostante ciò, durante le festività di Rosh HaShana e Kippur, sono stati avvistati templi gremiti di fedeli nelle città dalla popolazione prevalentemente ultraortodossa. Senza fare di tutta l’erba un fascio ovviamente, in quanto altrettanti ultraortodossi si sono attenuti perfettamente alla legge, c’è stato un numero notevole di fedeli che hanno ignorato del tutto le regole stabilite dal Governo e dalle stesse autorità rabbiniche locali. Dato estremanente preoccupante se consideriamo il fatto che più del 40% dei malati di Covid in Israele provengono proprio dalle maggiori città ultraortodosse del paese, definite dai media “città rosse”.  

Una riflessione sugli ultimi fatti avvenuti in rete tuttavia risulta più necessaria che mai. Navigando sul web scopriamo infatti che, sia Rav Kanievsky che Donald Trump, senza dimenticarci di Boris Johnson prima di loro, sono stati giudicati “meritevoli” di aver contratto il virus da migliaia e migliaia di utenti. Proprio loro, che si sono mostrati meno allarmati al richiamo collettivo dell’emergenza sanitaria, ora vengono desirisi sul web e condannati a pene e sofferenze di ogni genere. Un fenomeno mostruoso in quanto mostra il più grande danno che il Covid abbia recato all’umanità in questo ultimo tormentato anno. Quello di averci resi cinici e incapaci di provare empatia nei confronti di chi soffre. Chiunque esso sia.   

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