Genio della matematica, vive in povertà

Personaggi e Storie

Si chiama Grigori ‘Grisha’ Perelman, ha 40 anni e fa vita da recluso assieme a sua madre in un povero appartamento di San Pietroburgo dove vivono della misera pensione di lei. E’ salito agli onori delle cronache poche settimane fa per aver rifiutato un prestigioso e ricchissimo premio conferitogli per le sue ricerche.

La sua difficile situazione deriva da un acrimonioso strappo con l’Istituto Matematico di Steklov (che fa parte dell’Accademia delle scienze russa) presso cui lavorava e che provocò una grave crisi che lo lasciò depresso e senza più alcuno spirito combattivo. Da allora vive rintanato senza alcuna voglia di presentarsi al pubblico ritenendo che la gente non abbia più interesse per lui e la sua attività. Non ha neppure i soldi per recasi a Madrid, per il congresso internazionale dell’Unione matematica, dove i suoi pari lo hanno proposto per un premio che equivale al Nobel per la matematica.

Ma che cosa lo ha reso così celebre nell’ambiente dei numeri? L’eccentrico recluso ha sbalordito il mondo matematico per aver risolto l’enigma scientifico noto come ‘congettura di Poincaré’ – siamo nel campo ultraspecializzato della topologia algebrica – e che fu posto per la prima volta da un matematico francese, Jules Henri Poincaré nel 1904. Da allora molti insigni matematici si sono cimentati nell’impresa senza riuscire a confutare o a dimostrare la congettura. Nel 2000 il Clay Mathematics Institute di Cambridge (Massachusetts) incluse la congettura di Poincaré tra i sette grandi enigmi, i Millenium Problems, non risolti istituendo il Millenium Prize che offriva un milione di dollari per chi ne trovasse la dimostrazione.

Negli anni successivi, due articoli di Perelman crearono notevole interesse soprattutto da parte alcuni matematici (americani e cinesi) anche per i collegamenti della sua teoria con argomenti di fisica teorica, e che portarono a ritenere il suo il più serio attacco alla ‘congettura’. I lavori di Perelman vennero quindi riconosciuti dalla comunità matematica: ma il russo rifiutò sia la medaglia Fields (2006) sia il premio da un milione dell’Istituto Clay.

La prova dell’innata modestia del dottor Perelman si ebbe quando, dopo aver finalmente trovato la soluzione del problema dopo dieci anni di lavoro, egli semplicemente diffuse la sua conclusione su internet. “Se qualcuno è interessato alla soluzione che do io del problema, c’è tutto qui, andate a leggerla. Ho pubblicato tutti i miei calcoli, questo è quanto posso offrire alla gente.”

La storia di Perelman è semplice: di famiglia ebraica molto unita, con una sorella pure lei matematica, la grande occasione gli venne offerta dal direttore del Centro matematico di San Pietroburgo per studenti particolarmente dotati: all’età di 16 anni vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi internazionali di matematica. E’ anche un valido violinista. Dopo la laurea Perelman lavorò all’Istituto Steklov, quindi in America e infine il ritorno allo Steklov, il cui rifiuto, tre anni fa, di riammetterlo come membro lo portò alla grave crisi di cui soffre. Dice di lui un amico: “Di tutto parliamo, della vita, di musica e di letteratura, ma non tocchiamo più l’argomento matematica, è troppo doloroso per lui”.

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