Biden ha chiamato Netanyahu. L’alleanza con Israele sarà più forte

di Paolo Castellano

Dopo quattro settimane di attesa il neopresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha finalmente chiamato l’attuale primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Come riporta la stampa israeliana, durante il colloquio telefonico avvenuto il 17 febbraio, i due leader hanno parlato degli apparati di difesa, della pace con i palestinesi e del Medioriente. Biden si è poi soffermato sugli Accordi di Abramo, sulle minacce dell’Iran e sulla piano vaccinale legato alla pandemia da Covid-19.

Come riporta il Times of Israel, Benjamin Netanyahu è il primo leader mediorientale a essere stato contattato da Biden – il 12° in assoluto. L’Ufficio del primo ministro israeliano ha comunicato che la conversazione ha avuto toni “molto amichevoli e calorosi” ed è durata circa un’ora. Concordia confermata anche dal presidente degli Stati Uniti ai giornalisti americani.

In una successiva comunicazione della Casa Bianca si è poi detto che Biden “ha descritto la propria storia personale dedicata costantemente alla sicurezza di Israele e ha espresso l’intenzione di rafforzare il legame USA-Israele, inclusa la cooperazione sulla difesa”.

Il colloquio si è poi focalizzato sulle future conseguenze degli Accordi di Abramo sostenuti dall’Amministrazione Trump, sulla minaccia iraniana e sulle prossime sfide in Medioriente. Biden ha infatti promesso ulteriori colloqui con Israele. A parte ciò, il neopresidente americano ha elogiato il governo israeliano per l’impegno nella campagna vaccinale di massa che ha portato lo Stato ebraico a essere la nazione leader nelle vaccinazioni contro il Coronavirus.

«Io sono dalla parte di chiunque supporti le nostre politiche. Mi opporrò invece a chiunque ci metterà in pericolo, per esempio le politiche nucleari dell’Iran, minacciando la nostra esistenza, e non mi interessa se saranno dei Democratici», ha dichiarato Netanyahu a Channel 12.

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