Marko Feingold, sopravvissuto a 4 lager

Addio a Marko Feingold, sopravvissuto a 4 lager che aiutò 100mila ebrei a emigrare

di Ilaria Ester Ramazzotti
All’età di 106 anni, è morto lo scorso 19 settembre a Salisburgo Marko Feingold, il più anziano sopravvissuto alla Shoah. Era nato nel 1913 a Banska Bystrica nell’allora Austria Ungheria, oggi Slovacchia.

Sopravvisse a quattro campi di sterminio: Auschwitz, Neuengamme, Dachau, Buchenwald. Liberato dagli americani a Buchenwald nel 1945, dopo la guerra aiutò circa 100 mila ebrei a raggiungere il futuro Stato d’Israele.

Poiché l’Austria aveva bloccato le frontiere agli ebrei diretti in Palestina, spacciava i sopravvissuti alla Shoah per prigionieri italiani internati al confine del Brennero. Una volta in Italia, questi potevano imbarcarsi alla volta della Palestina dall’Adriatico. Quando anche la via del Brennero fu chiusa, come commesso viaggiatore individuò un sentiero d’alta montagna attraverso il passo dei Tauri e, nell’estate 1947, fece passare il confine a 5.500 ebrei provenienti dall’Europa orientale che raggiunsero la Penisola attraverso l’Alto Adige.

Con la nascita dello stato d’Israele e la riapertura dei confini, si trasferì a Salisburgo dove aprì un negozio d’abbigliamento. A Salisburgo fu anche presidente della comunità ebraica e responsabile di una locale sinagoga. Si dedicava anche alla memoria della Shoah e, seppur centenario, andava nelle scuole a parlare del nazifascismo ai ragazzi.

La sua testimonianza, insieme a quella di altre quattordici persone, è riportata nel libro Unfassbare Wunde della giornalista Alexandra Foderl-Schmid e del fotografo Konrad Rufus Muller.

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