Le iscrizioni con le frasi di Elie Wiesl al memoriale della Shoah di Atene

Vandalizzato il Memoriale della Shoah di Atene

Mondo

di Nathan Greppi
Sabato 2 dicembre, alcuni vandali hanno staccato dal Memoriale della Shoah di Atene delle iscrizioni in metallo che riportavano un testo di Elie Wiesel. Secondo il Times of Israel, il testo era scritto in tre lingue: inglese, francese e greco, e sono queste ultime due che sono state asportate. Si trattava di un monito per ricordare i 60.000 ebrei greci morti durante la Shoah.

“La richiesta di Elie Wiesel ai passanti di stare in piedi, ricordare e onorare le vittime della Shoah si è trasformato in un oltraggioso atto di vandalismo e irriverenza,” ha dichiarato Minor Moisis, Presidente della Comunità Ebraica di Atene, aggiungendo che si augura che il Memoriale resti aperto al pubblico.

Il Memoriale, eretto nel 2010 e progettato dall’artista greco-americano DeAnna Maganias, è situato in un piccolo parco che domina il sito archeologico di Keraminos. Esso è caratterizzato da un monumento che consiste in una Stella di Davide in marmo divisa in più pezzi: le punte rappresentano le comunità ebraiche greche scomparse, mentre la parte centrale rappresenta il cuore dell’ebraismo che continua a vivere. I nomi delle comunità sono incisi sulle punte, ognuna delle quali punta in direzione del luogo dove un tempo queste esistevano.

Questa non è la prima volta che il memoriale viene vandalizzato. Nel 2014, qualcuno ci aveva scritto sopra con lo spray minacce contro la comunità ebraica locale, e alcuni mesi dopo era stato dipinto, sempre con lo spray, il logo del partito ultranazionalista Alba Dorata.

Il testo scritto da Elie Wiesel è il seguente:

Fermati un attimo, chiudi gli occhi e ricorda.

Ricorda il tempo in cui qui,

o qui vicino, donne e bambini – nostri simili – si sono riuniti in pace e armonia,

solo per essere arrestati, umiliati e deportati nei

campi che che saranno sempre la vergogna della nostra civiltà.

 

Poiché erano ebrei, a sei milioni di persone è stato negato il diritto

di essere liberi, felici, di sperare, sorridere, pregare e, infine,

il diritto di vivere.

 

Ricordali, la loro angoscia e la loro morte.Non indietreggiare difronte a tale orrore;

non cadere nella disperazione per l’inumanità dell’uomo nei confronti dell’uomo.

 Ricorda soltanto.

 Ricordandoli onoriamo la loro morte, e li salviamo da un altra morte, l’oblio.

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