Rima Hassan, ennesima provocazione della parlamentare: bandiere a terra nella mostra sul 7 ottobre al Parlamento europeo

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di Nina Deutsch
L’eurodeputata franco-palestinese ha rimosso la bandiera israeliana durante una mostra dedicata alle vittime dell’attacco di Hamas del 7 ottobre. Le immagini mostrano a terra anche il vessillo europeo. Hassan nega di averlo toccato e respinge le accuse di aver calpestato le bandiere. Metsola annuncia verifiche e possibili provvedimenti: tra le sanzioni previste la sospensione dell’indennità giornaliera.

 

È esploso al Parlamento europeo il caso Rima Hassan. L’episodio è avvenuto lunedì 5 ottobre 2026, a Strasburgo, durante una mostra allestita nei locali dell’Eurocamera per ricordare le vittime degli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023. Ma le polemiche non si placano. A due giorni dal terzo anniversario della strage, l’eurodeputata franco-palestinese di La France insoumise ha rimosso la bandiera israeliana collocata nell’area dell’esposizione. Poco dopo, entrambe le bandiere, quella israeliana e quella dell’Unione europea, sono state fotografate a terra.

Da quel momento è partita una durissima polemica politica, arrivata rapidamente ai vertici dell’istituzione europea, al governo israeliano e a quello francese. Il punto centrale, tuttavia, resta da accertare: il Parlamento ha avviato una verifica dei fatti e non ha ancora stabilito ufficialmente quale sia stata l’esatta dinamica dell’accaduto.

La scena e le accuse

La mostra, inaugurata lunedì sera, era dedicata alla memoria delle vittime del 7 ottobre 2023. Tra gli organizzatori figurano IMPAC e l’American Jewish Committee Transatlantic Institute. Nell’esposizione erano presenti opere dell’artista israeliano Yaron Bob, che utilizza anche frammenti di razzi e altri materiali legati al conflitto.

Secondo la ricostruzione fornita dagli organizzatori, Hassan e una persona che era con lei avrebbero avuto un confronto con Bob. L’eurodeputata avrebbe contestato quella che considerava una rappresentazione unilaterale degli avvenimenti del 7 ottobre. Gli organizzatori sostengono inoltre che, mentre lasciava l’esposizione, Hassan avrebbe fatto cadere le bandiere di Israele e dell’Unione europea e sarebbe passata sopra entrambe senza raccoglierle. È una ricostruzione che gli organizzatori hanno definito un atto di «calcolato disprezzo».

Le fotografie diffuse nelle ore successive mostrano effettivamente i due vessilli sul pavimento. La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno è stata tra le prime a denunciare pubblicamente l’episodio. Anche altri eurodeputati hanno chiesto l’intervento della presidenza dell’Eurocamera.

La stessa Hassan, però, ha fornito una versione diversa. In Aula, martedì 6 ottobre, ha ammesso di aver rimosso la bandiera israeliana, ma ha negato di aver toccato quella europea. Secondo la sua ricostruzione, la bandiera dell’Ue sarebbe caduta accidentalmente perché fissata alla stessa base e rimasta sbilanciata dopo la rimozione del vessillo israeliano. Il suo ufficio ha inoltre sostenuto che «nessuna bandiera è stata calpestata o danneggiata».

Il Parlamento sta quindi cercando di stabilire con precisione che cosa sia accaduto. Anche le immagini delle telecamere di sorveglianza potrebbero contribuire a ricostruire la sequenza dei fatti.

 

Metsola: «Tutte le misure appropriate»

La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, è intervenuta sulla vicenda durante la seduta plenaria del 6 ottobre. Senza inizialmente fare il nome di Hassan, ha dichiarato di prendere «estremamente sul serio» l’episodio e ha annunciato che saranno adottate «tutte le misure appropriate», garantendo anche alla parlamentare interessata il diritto di essere ascoltata.

Il richiamo di Metsola non riguarda soltanto la protezione materiale di una mostra. La presidente ha sottolineato il dovere del Parlamento di essere un luogo in cui tutti possano sentirsi sicuri e ha richiamato la crescente preoccupazione per l’antisemitismo in Europa. «Questa è anche casa loro», è il senso del messaggio rivolto alla comunità ebraica europea.

La procedura parlamentare potrebbe portare, a seconda degli accertamenti, a un richiamo formale, a una sospensione temporanea dalle attività parlamentari o alla sospensione dell’indennità giornaliera. Quest’ultima, secondo le informazioni diffuse da Euronews, ammonta a 350 euro al giorno e potrebbe essere sospesa per un periodo massimo di 60 giorni. Al momento, tuttavia, non è stata ancora adottata alcuna sanzione definitiva.

 

La difesa di Rima Hassan

Hassan non ha fatto marcia indietro sulla sostanza della sua protesta. Intervenendo in Aula, ha sostenuto che la commemorazione delle vittime del 7 ottobre può e deve essere separata dal sostegno allo Stato di Israele.

«Possiamo perfettamente commemorare le vittime del 7 ottobre senza associarci allo Stato israeliano», ha affermato. L’eurodeputata ha contestato anche il fatto che l’iniziativa fosse organizzata in collaborazione con la rappresentanza diplomatica israeliana e ha accusato la mostra di proporre una narrazione che, a suo giudizio, esclude la prospettiva palestinese. Ha inoltre paragonato la posizione europea nei confronti di Israele a quella assunta verso la Russia, sostenendo che nessuno accetterebbe l’esposizione della bandiera russa nelle stesse circostanze.

Il suo ufficio ha insistito sul fatto che il gesto non fosse rivolto contro le vittime del 7 ottobre, ma contro la presenza e il ruolo dello Stato di Israele nell’iniziativa.

La reazione di Israele e della Francia

La vicenda ha superato rapidamente i confini del Parlamento europeo. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha definito l’episodio «vergognoso» e «oltraggioso», mentre l’ambasciatore israeliano in Francia, Joshua Zarka, ha accusato Hassan di avere una lunga storia di posizioni antisioniste e di sostegno al terrorismo. Accuse che l’eurodeputata respinge.

In Francia è intervenuto il ministro delegato agli Affari europei Benjamin Haddad, che si è detto indignato per quanto accaduto alle bandiere.

Dure anche le reazioni di numerosi eurodeputati. La vicepresidente Pina Picierno ha parlato di un comportamento incompatibile con la dignità dell’istituzione. La collega di Renew Europe Nathalie Loiseau e l’eurodeputato italiano Nicola Procaccini, di Fratelli d’Italia, hanno a loro volta criticato pubblicamente Hassan.

L’eurodeputata di FdI Elena Donazzan ha chiesto che Hassan si scusi pubblicamente e ha sollecitato, in assenza di scuse, la valutazione di provvedimenti disciplinari. «Il Parlamento europeo non può diventare il teatro di un’ideologia violenta e di gesti di odio», ha dichiarato.

La polemica si è così trasformata in una questione istituzionale: non soltanto il contenuto politico della protesta, ma il comportamento tenuto all’interno della sede del Parlamento europeo e durante un’iniziativa dedicata alla memoria delle vittime. Chi è Rima Hassan

Chi è Rima Hassan

Rima Hassan, 34 anni, è nata nel 1992 nel campo profughi palestinese di Neirab, vicino ad Aleppo, in Siria. Arrivata in Francia a dieci anni come apolide, ha ottenuto la cittadinanza francese nel 2010. Giurista e attivista per i diritti dei rifugiati, nel 2019 ha fondato l’Observatoire des camps de réfugiés. Nel 2024 è stata eletta al Parlamento europeo con La France insoumise, affermandosi come una delle figure più visibili della sinistra francese a sostegno della causa palestinese.

Gaza è al centro della sua attività politica e Hassan ha più volte accusato Israele di violazioni del diritto internazionale. Nel giugno 2025 ha partecipato alla Gaza Freedom Flotilla diretta verso la Striscia, venendo fermata dalle autorità israeliane insieme agli altri attivisti a bordo della nave.

Il procedimento in Francia

Hassan è inoltre coinvolta in un procedimento giudiziario in Francia per «apologia del terrorismo». Il 2 aprile 2026 era stata posta in stato di fermo per un post pubblicato su X il 26 marzo, nel quale aveva rilanciato una dichiarazione di Kōzō Okamoto, membro dell’Armata Rossa giapponese e tra gli autori della strage del 1972 all’aeroporto di Lod-Tel Aviv, costata la vita a 26 persone. Il processo, inizialmente previsto per luglio, è stato rinviato al 19 e 20 ottobre 2026.