Svastiche su un palazzo in rue de Rivoli a Parigi

Parigi, svastiche in centro: fermato un 31enne georgiano. Ma per la polizia non è antisemitismo

Mondo

di Roberto Zadik
In questi ultimi anni, Parigi è stata “bersagliata” da continui attacchi e certamente le svastiche non sono una novità. A questo proposito secondo la notizia diffusa lo scorso 12 ottobre dal sito algemeiner, settimana  scorsa nella capitale francese un giovane georgiano  avrebbe riempito di svastiche un palazzo in Rue de Rivoli situato vicino al celebre Museo del Louvre.  Secondo quanto ha riportato il sito www.ejpress.org e un messaggio su Twitter dello scorso 14 ottobre del sito Stopantisemitism.org, il 31enne, di nome Levan Tchikadze nato a Tbilisi ha deturpato le arcate delle colonne di un palazzo nel pieno centro parigino disegnando, a colpi di spray, una ventina di croci uncinate nella notte fra sabato e domenica scorsa.

Fermato da una squadra di agenti di sicurezza, ora il giovane è oggetto di varie accuse fra le quali quella di vandalismo, ma per la giustizia  francese non si tratterebbe di antisemitismo.

Da una settimana ne è nato un caso che sta scuotendo il mondo ebraico francese. Sebbene da subito le istituzioni, fra cui il Ministro dell’Interno Darmarin, abbiano elogiato la rapidità delle forze dell’ordine che hanno subito fermato l’autore del gesto stimolando le autorità ad agire, il sindaco parigino Anne Hidalgo si è impegnata a “prevenire in ogni modo atti tanto disgustosi. A breve una impresa di pulizie interverrà immediatamente per cancellare ogni traccia di queste svastiche”, la doccia fredda è arrivata dalla giustizia.  Con grande sorpresa generale, nel corso delle indagini per punire l’autore, la Procura parigina “gela” gli entusiasmi iniziali e dall’ottimismo si passa all’indignazione. Giovedì scorso, il 15 ottobre, come riporta sempre l’algemeiner, la giustizia ha escluso il movente antisemita dall’accaduto.

L’indignazione degli ebrei francesi

Dopo che l’ufficio del procuratore di Parigi si è espresso in questo senso, l’indignazione è esplosa fra gli ebrei francesi. A questo proposito, su Twitter i membri del Crif, Comitato rappresentativo delle istituzioni ebraiche francesi hanno dichiarato “incomprensibile” la decisione della Procura domandando a granvoce “come è possibile realizzare 20 svastiche senza che si possa essere accusati di antisemitismo?”. Infuriata anche l’Unione degli studenti ebrei francesi (UEJF) . Su Twitter l’eujf ha scritto un post decisamente irritato “tante belle parole ma nessun vero atto di condanna, quando finirà l’impunità dei colpevoli e cominceranno le sanzioni contro l’antisemitismo?”.

In attesa del processo il responsabile rimarrà in stato di fermo da parte della polizia fino all’inizio del processo anche se l’accusa pur confermando i danni alla proprietà sembra negare la sussistenza di qualsiasi presupposto a favore dell’aggravante dell’odio razziale o religioso.

“Il danno sarebbe stato commesso senza essere specificamente rivolto agli ebrei” avrebbe evidenziato la Procura, come riportato anche dalla celebre testata francese, Le Figaro, lasciando esterrefatti non solo gli ebrei francesi ma non solo. Il rappresentante legale dell’organizzazione Licra, impegnata nella lotta al razzismo e all’antisemitismo definendosi “stupefatta” dalla decisione di non includere il movente apparentemente più ovvio alle svastiche. Si tratta di “un momento di grande difficoltà e tensione” come ha twittato l’avvocato Dorotheè Bissacia Bernstein sottolineando che “le svastiche non sono dei segni qualunque ma hanno un valore ben preciso”. Clima estremamente teso in Francia, non solo per il Covid, ma anche per un aumento degli atti razzisti  che secondo Le Figaro che cita un recente studio effettuato dal Servizio di Informazione locale sarebbero aumentati del 27 percento degli atti antisemiti e del 38 percento delle manifestazioni razziste.

(Foto: Ansa)

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