Gli australiani vogliono oscurare il sito Miss Hitler 2020 per “istigazione all’omicidio”

di Paolo Castellano
Il 3 maggio, la Commissione anti-diffamazione dell’Australia ha chiesto alla società di web hosting GoDaddy.com di oscurare un sito dedicato all’elezione di “Miss Hitler 2020”. Questo concorso violerebbe infatti i termini del servizio offerto da GoDaddy. L’accusa è di incitamento all’odio razziale e all’antisemitismo. «Miss Hitler 2020 è un’istigazione all’omicidio», hanno dichiarato i componenti della commissione australiana.

Negli ultimi due anni, gruppi di neo-nazisti sul Web hanno tentato di svolgere tale “gara hitleriana” in varie piattaforme, eludendo i controlli. Dopo molte pressioni da parte dello Stato di Israele, il social network russo VKontakte – meglio conosciuto come VK – ha deciso di eliminare la pagina dedicata a Miss Hitler 2020.  Questo fenomeno continua da molti anni, nel 2014 Mosaico pubblicò un articolo in merito.

Come riporta The Times of Israel, gli organizzatori dell’iniziativa nazista incoraggiano donne di tutte le età a partecipare al contest pubblicando foto provocanti e sensuali in tema Germania nazista. Oltre alla fotografia, le partecipanti devono inviare un breve testo o didascalia in cui spiegano perché “amano e venerano il Terzo Reich di Adolf Hitler”.

La Commissione anti-diffamazione dell’Australia ha dunque scoperto il nuovo luogo virtuale dove è stato riproposto il concorso di bellezza hitleriano. I neonazisti hanno acquistato un dominio su GoDaddy e il sito si chiama Web World Truth Historical Revisionism.

«La Commissione scriverà agli amministratori di GoDaddy.com in Australia. Chiederà alla società di chiudere questo sito poiché viola i termini dei contenuti Web divulgando odio», ha dichiarato la Commissione in un comunicato. «I termini nausea volta stomaco non esprimono bene il contenuto di questo abominio. È davvero difficile immaginare qualcosa di più vile come il saluto nazista che incita alla “Soluzione Finale”. È un puro e semplice incitamento all’omicidio», ha dichiarato Dvir Abramovich, presidente della Commissione anti-diffamazione dell’Australia.

Abramovich ha poi aggiunto che l’attenzione deve rimanere alta perché quest’ultimo episodio è la prova che “là fuori ci sono gruppi neonazisti che sono determinati a reclutare giovani ragazzi e ragazze per la loro terribile causa”.

«Questi siti incoraggiano le persone a colpire e intimidire non solo gli ebrei ma anche le altre comunità». Questo il parere finale della Commissione.

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