L’orrore nei racconti degli ostaggi dell’Hyper Cacher

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michel“E’ entrato con un giubbotto antiproiettile, Aveva due kalashnikov, una pistola e un coltello. Entrando ha sparato a due persone. Uno dei clienti ha cercato di prendere una delle sue armi, ma non p riuscito a sparare. (Coulibaly) gli ha sparato immediatamente”.

Marie è fra gli ostaggi sopravvissuti all’assalto di venerdì 9 gennaio all’Hyper cacher, alla Porte de Vincennes a Parigi, di cui cominciano a circolare i racconti, a tre giorni dall’orribile strage.

Al canale tv BFMTV, come riporta Ynetnews, Marie ha così descritto i primi momenti dell’attacco di Amedy Coulibaly, raccontando poi che una quarta donna è morta aspettando la polizia.

Marie ha poi confermato che un dipendente del supermercato ha nascosto alcuni ostaggi e ha guidato la polizia a entrare nel luogo, mentre un altro uomo è riuscito a scappare verso un ascensore, salire sul tetto del negozio e a lasciare l’edificio utilizzando un’uscita di sicurezza.

Un altro ostaggio, Michael B., descrive così l’attacco. “Ero alla cassa per pagare e ho sentito un forte rumore, come un fuoco d’artificio. Non avevo alcun sospetto finché non ho visto un uomo di colore armato e ho capito subito cosa stava succedendo”. Michelle comincia dunque a cercare un posto dove nascondersi con suo figlio. “Ho preso mio figlio di tre anni dal colletto e l’ho trascinato nel retro del negozio – continua -. Con altri acquirenti, siamo andati nel piano di sotto e siamo entrati in una delle celle frigorifere. La porta non si chiudeva da dentro e avevamo molta paura, Il terrorista ha mandato uno dei dipendenti a dirci di tornare su, e che altrimenti avrebbe fatto una strage”.

All’inizio, Michelle si rifiuta e decide di stare con suo figlio nel sotterraneo del negozio. “Ho detto che avrei aspettato. 10 minuti dopo, la dipendente è tornata a ripetere lo stesso messaggio: allora siamo saliti”.
Agli occhi di Michael e degli altri che risalgono, uno spettacolo terribile: “C’era un uomo per terra in una pozza di sangue”.

Poi il terrorista chiede di chiamare i media, e Michael così fa. 2Ma il teleofno da allora non smette di suonare – spiega – Erano giornalisti, a cui ho detto di smettere”.

Nonostante lo shock, Michael riesce a recuperare il suo telefono, che era stato messo per terra con quelli degli altri ostaggi sotto esplicita richiesta di Coulibaly, e chiama la polizia.  “Il terrorista girava per gli scaffali con un’arma e munizioni in entrambe le mani, e che la morte era la sua ricompensa. Improvvisamente, si è messo a pregare, e la polizia ha sentito tutto. Dopo pochi secondi, un rumore terribile e il terrorista è stato abbattuto”.

Un altro cliente del negozio, Rudi Haddad, ha spiegato al canale Channel 2 che si trovava vicino al retro del negozio quando il terrorista è entrato. Haddad aveva lavorato nel passato nello stesso negozio, e conosceva come poteva raggiungere il sotterraneo per salvarsi. Corre dunque di sotto con un suo amico e un’altra cliente che aveva con sé un neonato ed entrano in una delle celle frigorifere. Ma anche loro, come Michelle, sono chiamati a tornare di sopra. Decidono però di rimanere giù. Quando però il terrorista li fa richiamare, loro rimangono giù mentre le quattro persone che salgono – fra cui Michael – raccontano al terrorista che giù non c’è più nessuno. ”Sono loro che ci hanno salvato”, racconta Rudi.

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