L’Austria permetterà a migliaia di ebrei di avere la cittadinanza

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di Nathan Greppi

Martedì 1 settembre è entrata in vigore una legge votata l’anno scorso dal parlamento austriaco, che consente agli ebrei fuggiti dal paese a causa del regime nazista e ai loro discendenti di ottenere la cittadinanza. Secondo il Jerusalem Post, sarebbero migliaia coloro che potrebbero richiederla.

La legge, che il parlamento ha approvato all’unanimità il 19 settembre 2019, consente di avere la cittadinanza senza dover rinunciare a quella di un altro paese a tutti coloro che hanno dovuto lasciare l’Austria per ragioni di sicurezza entro il 15 maggio 1955, un decennio dopo la fine della guerra. Stando a un comunicato dell’ambasciata austriaca a Washington, la legge è “in linea con i ripetuti sforzi compiuti dall’Austria per riconciliarsi con coloro che hanno sofferto durante il regime nazista nel paese”.

Gli Stati da cui è arrivato il maggior numero di richieste sono Israele, gli Stati Uniti e il Regno Unito; in particolare, molti ebrei britannici vorrebbero farlo per continuare ad avere un passaporto dell’Unione Europea nonostante la Brexit.

Le reazioni sono state diverse: Daniel Gros, consulente che assiste i richiedenti, sostiene che migliaia di ebrei verranno, tanto che questo “cambierà completamente la vita ebraica in Austria”. Più scettico è Oskar Deutsch, presidente della Comunità Ebraica di Vienna, che – pur dichiarandosi felice –  dubita che la legge avrà un impatto significativo sulla popolazione ebraica nel paese.

Attualmente in Austria vivono circa 8.000 ebrei, per la maggior parte nella capitale. Quando il paese fu annesso dalla Germania nazista, nel 1938, erano 192.000, il 4% di tutta la popolazione. Furono 65.000 gli ebrei austriaci uccisi durante la Shoah.

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