La polizia tedesca indaga su una donna che fu guardia SS

Mondo

di Ilaria Myr

Hilde Michnia oggi

Hilde Michnia oggi

Il caso di Oskar Gröning, il cui processo si aprirà in aprile in Germania, non è l’unico legato ai crimini nazisti su cui sta investigando la giustizia tedesca. Come riporta Ynetnews, infatti, vi è anche una donna, Hilde Michnia, al centro delle indagini del tribunale di Amburgo.

Michnia, oggi 93enne, è sospettata di essere stata una SS nei campi di Bergen Belsen e Gross Rosen, e di avere partecipato all’evacuazione dell’ultimo campo negli ultimi giorni della guerra, costringendo i prigionieri a marciare verso il campo di lavoro forzato di Guben. A quanto risulta, fu condannata nel 1945 a un anno di prigione durante un processo alle guardie delle SS, e fu liberata nel 1946.

In sua difesa, la donna dichiara di avere solo lavorato nelle cucine dei campi e di non avere commesso gli atti dei quali è accusata. Ma a sostegno dell’accusa vi è la testimonianza di un sopravvissuto, Tomi Reichental, oggi residente in Irlanda, che per ben due anni ha cercato la donna, conosciuta con il nome di Hilde Lisiewicz. Il suo viaggio di ricerca è raccontato nel documentario “Vicino al male” (“Close to evile”).

Reichental, nato in Slovacchia, aveva 9 anni quando fu imprigionato a Bergen Belsen, dove Michnia lavorava come guardia. L’uomo si trasferì poi in Irlanda dopo la guerra. Oggi pensionato, dà lezioni ad adulti e bambini sulle sue esperienze nei campi.

Dopo avere rilasciato un’intervista all’emittente radiofonica locale RTE, Reichental è stato contattato da una donna che diceva che la sua vicina di casa era una guardia delle SS a Bergen Belsen. Reichental decide quindi di mettersi in viaggio per Amburgo. Nonostante i crimini commessi dalla donna – attacchi ai prigionieri, violenze -, vuole incontrarla. “Ma lei non si presentò – spiega Gerry Gregg, regista del documentario -. Dissero a Tomi che era molto malata, ma lui scoprì che non era vero. Questa è una donna che nega il suo passato e i suoi crimini ai vicini e alla sua famiglia”.

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