In fuga da Katrina

Mondo

Il 29 agosto 2005, lunedì, Katrina, uragano classificato di V categoria, ha investito il Sud-Est della Louisiana, che comprende la città di New Orleans. Quali residenti di quest’area, i miei genitori ed io possiamo dire di essere stati vittime di questa calamità naturale e dei suoi effetti mostruosi.
Eravamo stati avvertiti qualche giorno prima dell’approssimarsi dell’uragano ma, come molte altre famiglie, non pensavamo fosse una minaccia di grande portata, o non ce ne rendevamo conto. Ma poi, il sabato precedente Katrina prese terra e i meteorologi previdero un attacco diretto alla città di New Orleans.
Dapprima, dissero che avrebbe investito la parte ovest, segnalando un grave pericolo per noi, che abitavamo esattamente in quella zona.
Passammo ore angosciose. L’uragano si diresse invece verso Sud-Est, dove la gente di molti distretti, alcuni facenti parte di New Orleans, fu costretta a lasciare la casa dietro ordine di evacuazione. Fu allora che molti abitanti della città decisero di partire, noi inclusi.

Stivammo in fretta le cose più preziose nella parte più alta della casa, mettemmo lo stretto necessario nell¹automobile e partimmo, lasciandoci alle spalle tutto quanto possedevamo.
Mentre ci dirigevamo verso Shreveport, una città a Nord-Est della Louisiana dove avevamo pensato di passare la notte, ascoltavamo le notizie meteorologiche: parlavano della forza distruttiva dell¹uragano su New Orleans, specialmente a Sud-Est.
Eravamo molto angosciati, soprattutto pensando che la città si trova sotto il livello del mare, e precisamente a Sud del grande lago Ponchartrain, che soltanto forti piogge o grossi temporali bastavano a far straripare, causando inondazioni, come riempire un bicchiere d’acqua.
Dopo circa otto ore di guida, rallentata dalla fiumana di gente che fuggiva, e da posti di blocco piazzati dalle autorità, finalmente arrivammo a Shreveport. Passammo qualche giorno al Hampton Inn di Dossier City, una piccola località a nord di Shreveport. In quei giorni la situazione andava peggiorando, mentre Katrina, sempre più forte, si accaniva su New Orleans.

Gli ospiti dell’albergo provenivano prevalentemente da New Orleans, e molti erano terribilmente angosciati al pensiero dei parenti che erano rimasti là. Anche noi pensavamo alla casa, alle nostre cose e ai nostri cari amici.
Stiamo ora ad Athens, Georgia, in casa di parenti. Sappiano che la nostra abitazione non ha subito gravi danni. Del resto, essendo ad Ovest e in posizione elevata, poteva essere difficilmente distrutta. Bisogna anche dire che la nostra situazione è ben lungi dall’essere drammatica, come quella di tanta gente di New Orleans che ha subìto danni gravissimi in perdite di vite umane e di beni materiali. Migliaia di persone hanno perso la casa e la vita.
Penso che le autorità statali e locali abbiano fatto tutto quello che potevano per alleviare le sofferenze. Ma non penso che il Governo degli Stati Uniti d’America si sia comportato a dovere. Migliaia di persone erano in pericolo di morte, ma non c’è stata efficienza negli aiuti. Gli abitanti di New Orleans sono stati lasciati al loro destino. Secondo me, il governo avrebbe dovuto agire con prontezza per salvare tante vite umane da questo immane disastro.

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