di Nina Prenda
Circa la metà degli intervistati esprime una posizione “molto sfavorevole”, una quota triplicata negli ultimi quattro anni. L’indagine, condotta su un campione di 3.500 adulti alla fine del mese scorso, arriva in un contesto segnato dalle tensioni legate alla recente escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Negli Stati Uniti aumenta sensibilmente il sentimento critico nei confronti di Israele. Secondo un nuovo sondaggio del Pew Research Center, sei americani su dieci dichiarano di avere un’opinione “molto” o “abbastanza” sfavorevole dello Stato ebraico, con un incremento di circa 20 punti percentuali rispetto al 2022.
Il dato più significativo riguarda l’intensità di questo giudizio: circa la metà degli intervistati esprime una posizione “molto sfavorevole”, una quota triplicata negli ultimi quattro anni. L’indagine, condotta su un campione di 3.500 adulti alla fine del mese scorso, arriva in un contesto segnato dalle tensioni legate alla recente escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Il sondaggio conferma un trend già emerso in rilevazioni precedenti: una crescente distanza dell’opinione pubblica americana da Israele e una maggiore empatia, in alcuni segmenti della popolazione, verso la causa palestinese.
I risultati si inseriscono anche in un dibattito politico sempre più acceso a Washington. Esponenti di entrambi gli schieramenti stanno mettendo in discussione il livello degli aiuti statunitensi a Israele, mentre la AIPAC è finita al centro di critiche, soprattutto nell’area democratica.
Il sondaggio evidenzia una netta frattura partitica. Tra i democratici, circa l’80% degli intervistati esprime un giudizio negativo su Israele, contro il 40% dei repubblicani. Il divario è ancora più marcato tra i più giovani: quasi la metà dei democratici sotto i 50 anni dichiara di avere un’opinione “molto sfavorevole”.
Sul fronte repubblicano, pur prevalendo una visione complessivamente favorevole verso Israele, emergono divisioni nella valutazione della leadership politica. Il primo ministro Benjamin Netanyahu registra livelli di fiducia contrastanti: tra i repubblicani, il numero di chi esprime fiducia è sostanzialmente equivalente a quello di chi ne ha poca o nessuna. Tra gli under 50, solo il 30% dichiara di avere fiducia in lui.
Un dato rilevante riguarda anche la comunità ebraica americana: il 56% degli intervistati afferma di avere poca o nessuna fiducia in Netanyahu nella gestione degli affari internazionali.
Il sondaggio Pew è il secondo, nel giro di pochi giorni, a evidenziare un atteggiamento critico anche all’interno dell’elettorato ebraico. Una rilevazione separata dell’Istituto Elettorato Ebraico mostra infatti come il 63% degli intervistati si definisca “pro-Israele” pur esprimendo critiche verso le politiche del governo.



