Guatemala: apre il ‘Museo del Holocausto’ nella capitale e inaugura una mostra sull’arte e la Shoah

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Padre Patrick Desbois, Presidente e Fondatore dell’organizzazione Yahad-In Unum (YIU) e Mira Maylor, artista ebrea israeliana, ideatori della mostra ‘L’arte nell’Olocausto’ al Museo del Holocausto del Guatemala

Due nipoti di sopravvissuti dell’Olocausto, Padre Patrick Desbois, Presidente e Fondatore dell’organizzazione Yahad-In Unum (YIU) e Mira Maylor, artista ebrea israeliana, collaborano alla realizzazione di una mostra straordinaria in un luogo altrettanto straordinario: il Museo del Holocausto di Città del Guatemala, l’unico museo dedicato all’Olocausto dell’America Centrale. Marco Gonzalez, Direttore Esecutivo di YIU ha dichiarato: “Insegnare quali siano le conseguenze dell’indifferenza può essere di fondamentale importanza per produrre un cambiamento in società violente”.

Il museo è stato fondato da Yahad-In Unum, nome derivante dall’accostamento della parola “insieme” in ebraico e latino, un’organizzazione cristiana francese impegnata nella localizzazione di fosse comuni di ebrei e zingari vittime del genocidio perpetrato dal regime nazista in Europa dell’Est.

L’organizzazione stessa fu creata da Padre Patrick Desbois dopo essersi scontrato con una cruda realtà durante una sua visita a Rava-Ruska, in Ucraina, luogo in cui il padre fu imprigionato durante la Seconda Guerra Mondiale.

Quando Desbois chiese dove fossero stati sepolti i circa 10.000 ebrei uccisi, nessuno gli seppe rispondere. Grazie a minuziose ricerche e interviste, Desbois scoprì nella foresta le fosse non segnalate dove giacevano migliaia di persone dimenticate. “Capii che quelle persone erano state buttate lì come animali”, raccontò Desbois. “Mi è difficile descrivere lo sgomento che provai in quel momento”.

Da allora l’organizzazione è cresciuta notevolmente e ha già localizzato e documentato oltre 3.000 siti in Europa dell’Est, fornendo informazioni preziose a studiosi e familiari delle vittime.

Con la quantità di dati raccolti e interviste realizzate, e grazie all’esperienza maturata, l’organizzazione ha fondato il Museo del Holocausto a Città del Guatemala.

Una scelta simbolica quella del Guatemala: un Paese che si sta riprendendo da una sanguinosa guerra civile in cui hanno perso la vita oltre 200.000 persone. Inoltre, in seguito all’approvazione da parte del ministero dell’istruzione guatemalteco di una legge che rende obbligatorio lo studio dell’Olocausto nelle scuole, le lezioni apprese dai crimini del regime nazista sono più attuali che mai e di estrema importanza, specialmente per i più giovani.

Mira Maylor, l’artista israeliana autrice della mostra, ha creato delle impattanti opere d’arte tridimensionali utilizzando il vetro, il ferro e il legno, con il fine di sondare i confini tra moralità e scelte personali.

“Un museo che racconta nel dettaglio la tragedia storica dell’Olocausto dovrebbe attrarre l’attenzione dei guatemaltechi, un popolo che a sua volta ha sofferto enormemente a causa della guerra“, ha spiegato Maylor. “Può sembrare una frase fatta, ma l’arte è un linguaggio universale capace di superare qualsiasi barriera. Spero che l’umanità qui presentata ispiri le persone ad abbandonare la violenza”.

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