di Anna Balestrieri
L‘ultimatum britannico sull’espulsione dei diplomatici israeliani non si è concretizzato. Israele e Regno Unito hanno raggiunto un‘intesa sulla presenza diplomatica britannica a Gerusalemme Est, evitando per ora un’ulteriore escalation.
Il consolato britannico ha formalmente cessato di operare come consolato generale, ma l’edificio resterà utilizzato da una struttura britannica ridimensionata: sette diplomatici potranno continuare a lavorare nella sede, ora trasformata in una «UK Mission, Jerusalem», con competenze molto più limitate. Contestualmente, il console generale e altri 19 diplomatici britannici lasceranno Israele.
L’intesa è stata annunciata dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, secondo il quale Londra non adotterà misure di ritorsione contro Israele in risposta alla chiusura del consolato. I due governi hanno inoltre concordato di mantenere aperto il dialogo diplomatico.
La versione britannica dell’accordo è però diversa nei toni. Il ministro degli Esteri Ed Miliband ha ribadito che Londra non riconosce il diritto legale di Israele a chiudere il consolato, attivo da quasi due secoli, e continua a considerare Gerusalemme Est territorio occupato. Secondo Miliband, la nuova missione consentirà al Regno Unito di mantenere la propria presenza diplomatica e di continuare a fornire servizi essenziali ai palestinesi.
Nel frattempo, nella notte, sono state rimosse dall’edificio le insegne con la dicitura «British Consulate General» e le targhe della sezione consolare, mentre la bandiera britannica è rimasta sul pennone. L’ambasciata britannica a Tel Aviv, che cura le relazioni con il governo israeliano, continua invece a operare regolarmente.
L’accordo arriva dopo settimane di forte tensione, seguite alle sanzioni britanniche contro gli insediamenti israeliani in Giudea e Samaria e alla decisione di Sa’ar, annunciata a settembre, di ordinare la chiusura del consolato. La crisi non è dunque risolta, ma per il momento Londra e Gerusalemme hanno scelto di evitare lo scontro diplomatico aperto.



