Francia: Louvre e Sainte Chapelle discriminano studenti israeliani

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Dipendenti del Louvre sospettati di discriminazione nei confronti di studenti israeliani dell’Università di Tel Aviv in visita al Louvre e alla Sainte-Chapelle di Parigi. La notizia rimbalza sul web e le polemiche impazzano. E mentre alcuni media non parlano di antisemitismo, bensì di «malfunzionamenti», in Francia le reazioni contrarie non si fanno attendere.

Questo l’antefatto: tutto è iniziato in maggio, quando il professor Sefy Hendler, giornalista e specialista di Rinascimento italiano, ha deciso di organizzare un viaggio a Parigi alla fine di giugno per un gruppo di dodici studenti in storia dell’Arte presso l’Università di Tel Aviv. Il suo scopo era di mostrare loro i principali centri culturali francesi. Così il professore ha contattato i servizi di prenotazione del Louvre e della  Sainte-Chapelle i quali, in entrambi i casi, hanno dato risposte negative: nessuna disponibilità per quei giorni. Sconcertato e insospettito, Sefy Hendler ha richiamato un paio di volte per prenotare negli stessi orari e negli stessi giorni spacciandosi prima per un docente di un istituto di arte a Firenze e in seguito a nome dell’Abu Dhabi Art History College, due istituzioni inventate di sana pianta. Per queste due istituzioni fasulle il posto c’era e subito, con tanto di conferma immediata. «Sono rimasto scioccato da questa discriminazione palese – ha affermato Sefy Hendler -. Ho voluto così annullare le visite».

Il docente ha deciso comunque di denunciare il tutto. Una vicenda per cui è stata allertato anche il ministro della Cultura, Fleur Pellerin, mentre Jean-Francois Carenco, prefetto dell’Ile-de-France, ha inviato una lettera al tribunale di Parigi, accompagnata da un fascicolo sui presunti sospetti di discriminazione. Intanto il Louvre si dice turbato e lancia un’indagine interna giustificandosi: riceviamo in media 400 richiesta al giorno. E il sistema automatico non permette di creare file d’attesa virtuali. Secondo il museo, gli istituti fasulli di Firenze e di Abou Dhabi, hanno avuto semplicemente più fortuna. Alla Sainte-Chapelle riconoscono invece ripetuti problemi nel sistema di prenotazione. Anche se «nulla stabilisce che ci sia stata discriminazione».

In attesa dell’apertura di una eventuale inchiesta giudiziaria, i dodici studenti israeliani sono stati intanto «accettati» al Louvre e alla Sainte-Chapelle.

MaGer

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