di Nathan Greppi
Il presidente ha condiviso su X un video in cui un soldato israeliano butta dal tetto un corpo dicendo che era in diretta e che si trattava del corpo di un bambino palestinese, paragonando le sofferenze a quelle degli ebrei nella Shoah. In realtà il video era del 2024 e il corpo era di un terrorista già morto, e l’IDF ha comunque condannato l’accaduto e aperto un’inchiesta.
Il presidente sudcoreano Lee Jae-Myung ha suscitato aspre critiche in Israele dopo aver paragonato un video in cui soldati dell’IDF gettavano il cadavere di un terrorista palestinese da un tetto alle sofferenze degli ebrei durante la Shoah. Un fatto che ha suscitato particolare indignazione soprattutto perché avvenuto a ridosso di Yom HaShoah.
Il fatto
Come riporta il Jerusalem Post, il 10 aprile il presidente Lee Jae-Myung ha condiviso su X/Twitter un video che sembrava mostrare dei soldati israeliani che spingevano un corpo giù da un tetto. La didascalia del video originale recitava: “FILMATO IN DIRETTA: soldati dell’IDF hanno torturato un bambino palestinese e lo hanno gettato da un tetto”.
Nel tweet, Lee ha scritto: “Dobbiamo verificare se ciò sia vero e, in caso affermativo, quali azioni siano state intraprese”. Ha poi paragonato le “uccisioni in tempo di guerra” come quella mostrata nel video all’“Olocausto degli ebrei” e alle “donne di comodo”, in riferimento alle donne coreane che durante la Seconda Guerra Mondiale furono trattate come schiave sessuali dai soldati giapponesi.
In realtà il filmato non era in diretta, come affermato, ma risale al settembre 2024. Il corpo mostrato non era quello di un bambino, bensì di un terrorista adulto ucciso in uno scontro a fuoco in Cisgiordania dall’unità Duvdevan. Il terrorista era già morto al momento in cui è stato gettato dal tetto, ma le Forze di Difesa Israeliane hanno comunque condannato l’accaduto e aperto un’inchiesta.
La reazione israeliana
In risposta al tweet di Lee, il Ministero degli Esteri israeliano ha twittato: “La banalizzazione del massacro degli ebrei alla vigilia della Giornata della Memoria in Israele è inaccettabile e merita una forte condanna”.
Il Ministero ha anche aggiunto: “Il presidente Lee Jae-Myung, per qualche strana ragione, ha scelto di riesumare una notizia del 2024 e di citare un account falso che la presentava in modo ingannevole come un evento attuale”. Ha inoltre sottolineato: “Non abbiamo sentito una sola parola dal presidente riguardo ai terroristi che sono stati al centro di questo evento, né abbiamo sentito una parola da parte sua riguardo ai recenti attacchi terroristici iraniani e di Hezbollah contro i cittadini israeliani”.
La risposta sudcoreana
Successivamente, è arrivata la risposta di Lee, il quale ha riconosciuto che il video era stato girato nel settembre 2024 e che Israele aveva condotto indagini in merito e preso provvedimenti. “Un piccolo sollievo, se così si può dire, è che si trattava di un cadavere e non di una persona viva, ma anche un cadavere merita un trattamento migliore: ciò costituisce una violazione del diritto internazionale”, ha affermato, aggiungendo che “le innumerevoli tragedie della storia passata ci hanno insegnato che la preziosità dei diritti umani è, al di sopra di tutto, il valore supremo e più nobile”.
In seguito, è intervenuto anche il Ministero degli Esteri sudcoreano, sostenendo che la sua controparte israeliana ha “frainteso l’intento delle osservazioni del presidente, che esprimevano le sue convinzioni in materia di diritti umani universali piuttosto che un’opinione su una questione specifica”. Ha aggiunto che “il governo della Repubblica di Corea rimane fermamente contrario a tutte le forme di violenza e ad atti disumani, compresi gli atti di terrorismo denunciati da Israele”.
Sin da quando, nel 1962, Israele e la Corea del Sud hanno instaurato relazioni diplomatiche ufficiali, i due paesi hanno avviato una crescente cooperazione economica e militare, anche perché dall’altra parte la Corea del Nord ha forti legami con Teheran e ha fornito armi a Hamas. Tuttavia, a questa cooperazione si affiancano tensioni ricorrenti in quanto Seoul generalmente vota contro Israele all’ONU per mantenere buoni rapporti con i paesi arabi e con l’Iran.



