Netanyahu incontra il ministro degli esteri del Bahrein a Gerusalemme

La visita ufficiale del Bahrein in Israele. È la prima volta

Mondo

di Paolo Castellano

Procedono gli incontri per attuare le condizioni stipulate negli Accordi di Abramo. Il 18 novembre, il ministro degli Esteri del Bahrein è atterrato a Gerusalemme per un incontro trilaterale con il premier d’Israele Benjamin Netanyahu e il Segretario di Stato americano Mike Pompeo. I tre rappresentanti hanno tenuto un discorso pubblico davanti alla stampa in cui hanno parlato del valore della pace in Medioriente attraverso il dialogo e la condivisione.

Davanti ai microfoni, Abdullatif bin Rashid al-Zayani ha sostenuto che i nuovi rapporti diplomatici con lo Stato ebraico “spianeranno la strada per un’alba di pace per l’intero Medioriente”. Dalla sua fondazione, è la prima volta che un politico del Bahrein visita Israele. Il 4 dicembre, anche il ministro degli Esteri Gabi Ashkenazi sarà la prima autorità israeliana a visitare lo Stato del Golfo in via ufficiale.  Un evento storico per la Regione.

«Ci tengo a sottolineare, in tutti i miei incontri, che per raggiungere e rafforzare questa pace, deve essere risolto il conflitto israelo-palestinese. Quindi, chiedo a entrambe le parti di riaprire il tavolo dei negoziati per raggiungere una soluzione praticabile a due Stati, come auspicato anche dalla comunità internazionale», ha sottolineato il ministro degli Esteri del Bahrein.

Come riporta il The Times of Israel, anche Netanyahu ha incentrato il discorso sulla stabilità del Medioriente, priorità per lo Stato ebraico: «Tre accordi di pace in sei settimane. Non credo che si sarebbe potuto fare meglio di così. Oggi facciamo nuovamente la storia. Questa è la prima visita ufficiale del Regno del Bahrein nello Stato di Israele. Un’altra importante pietra miliare per la strada verso la pace tra le nostre due nazioni e la pace nella Regione».

Per Mike Pompeo, all’ultimo tour mediorientale per conto dell’uscente Amministrazione Trump, gli Accordi di Abramo ridurranno la presenza dell’Iran in Medioriente: «La sua influenza nella Regione sta diminuendo e i leader iraniani sono sempre più isolati, e questo lo sarà per sempre, fino a quando non cambieranno direzione».

Menu