di Davide Cucciati
Il segretario generale del comitato esecutivo dell’OLP ha respinto come “inaccettabile” ogni richiesta di disarmo di Hamas e ha aggiunto che l’OLP “non l’ha mai considerata un’organizzazione terroristica”, definendola “parte del tessuto nazionale palestinese”. Ma secondo un alto funzionario palestinese, le parole di Al Ahmad non rifletterebbero la linea dell’OLP o dell’Autorità Palestinese. In ogni caso, la società palestinese si conferma eterogenea.
Il disarmo di Hamas non è stato attuato e, al momento, non ci sono date certe. In un’intervista al quotidiano egiziano Shorouk News ripresa dal Times of Israel, il segretario generale del comitato esecutivo dell’OLP Azzam al Ahmad (nella foto) ha respinto come “inaccettabile” ogni richiesta di disarmo di Hamas e ha aggiunto che l’OLP “non l’ha mai considerata un’organizzazione terroristica”, definendola “parte del tessuto nazionale palestinese”. Il punto politicamente più sensibile è la pretesa, avanzata dall’amministrazione statunitense, di escludere Hamas da ogni ruolo nella Striscia postbellica. Al Ahmad ribalta l’argomento e sostiene che il piano americano, più che marginalizzare Hamas, finirebbe per marginalizzare i palestinesi in quanto tali, citando anche l’assenza di rappresentanti palestinesi nel Board of Peace a guida USA.
La seconda frattura riguarda le riforme dell’Autorità Palestinese, che per Trump sarebbero condizione per un ritorno della PA a Gaza. Al Ahmad le liquida come “impossibili”, citando due dossier che da anni sono centrali nelle richieste occidentali: il cambio dei contenuti scolastici anti Israele e lo stop ai sussidi ai detenuti per terrorismo e alle famiglie degli attentatori, il meccanismo noto come “pay to slay”.
Preme precisare che lo stesso Times of Israel riporta che, secondo un alto funzionario palestinese, le parole di Al Ahmad non rifletterebbero la linea dell’OLP o dell’Autorità Palestinese e che Mahmoud Abbas, da tempo, chiede il disarmo di Hamas. L’accusa, rivolta ad Al Ahmad, è di “fare campagna” in vista delle elezioni interne di Fatah.
In ogni caso, la società palestinese si conferma eterogenea; Hamas non appare isolato e, allo stesso tempo, dentro Fatah e nei gangli dell’Autorità Palestinese si intravedono tentativi di scavalcamento, spinti dall’idea che la partita del dopoguerra sia anche una spartizione di leve concrete, amministrazione, fondi, ricostruzione e legittimazione.



