Manifestazione a Gaza

A Gaza Hamas reprime le manifestazioni della popolazione. E i media italiani tacciono

Mondo

di Redazione
L’inviato delle nazioni Unite per il Medio oriente, Nickolay Mladenov, ha condannato la repressione violenta di Hamas delle manifestazioni pacifiche nella Striscia di Gaza. Da giovedì 15 marzo centinaia di palestinesi manifestano in diverse località contro l’aumento del costo della vita in questa zona controllata dal gruppo terroristico.

Come riporta il sito francese Le Monde Juif, decine di persone, fra cui giornalisti e membri di organizzazioni della difesa dei diritti dell’uomo sono stati fermati, mentre le forze di sicurezza hanno represso violentemente le manifestazioni.

«Condanno fortemente la campagna di arresti e la violenza utilizzata dalle forze di sicurezza di Hamas contro i manifestanti, fra cui donne e bambini, in questi tre giorni a Gaza», ha dichiarato Mladenov in un comunicato.

«Sono particolarmente preoccupato dall’attacco brutale dei giornalisti e degli impiegati della Commissione indipendente per i diritti dell’uomo così come le perquisizioni nelle case -, ha scritto l’emissario dell’Onu -. Il popolo di Gaza, che soffre da molto tempo, protesta contro la disastrosa situazione economica ed esige un miglioramento delle condizioni di vita nella Striscia di Gaza. È loro diritto manifestare senza temere le rappresaglie».

La disperazione della gente

Intanto comincia a circolare qualche video (pochi, proprio per la repressione di Hamas) che documenta la disperazione della popolazione di Gaza, affamata e ridotta alla miseria dall’inefficienza del gruppo al governo. “I figli dei capi di Hamas girano in macchine di lusso, mentre io ho 4 figli senza lavoro”, denuncia una donna in un video fatto circolare dall’attivista arabo per i diritti dell’uomo Heshmat Alavi, che sul suo profilo Twitter sta documentando quello che sta accadendo, denunciando l’Iran che finanzia Hamas.

Il silenzio dei media italiani e internazionali

Molto sconcertante è il fatto che anche le poche notizie e materiali che riescono a trapelare all’esterno della Striscia non vengano riprese da quasi nessuno dei media internazionali, fatta eccezione per quelli israeliani. Quelli italiani, ovviamente, non fanno eccezione, anzi: se si cerca “manifestazione a gaza” su Google fra le notizie, l’ultima che appare è un articolo del Giornale sui missili lanciati a Tel Aviv da Gaza, del 15 marzo.

Non è forse che la sofferenza dei palestinesi è tale solo se causata dagli israeliani?

 

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