Vercelli, rinascita di una Comunità

Italia

Rossella Bottini Treves da maggio è al suo secondo mandato come presidente della Comunità ebraica di Vercelli. Una Comunità piccola, di appena un centinaio di persone, sparse in un vasto territorio: Vercelli, Biella, Novara e Verbano Cusio Ossola.
La nostra presidente è una donna energica che, appena arrivata, si è rimboccata le maniche avendo trovato, secondo le sue parole, “una Comunità fantasma, dove tutto stava crollando, sia nel patrimonio architettonico sia nelle attività”. Rossella Bottini Treves era già addentro nella realtà della Comunità da molti anni, almeno quindici, quando giovane studentessa e ricercatrice di storia consultava gli archivi della Comunità sotto l’occhio materno di Elvira Colombo, la segreteria che “è stata la Comunità” per 50 anni, a partire dal dopoguerra al 1999. “Elvira Colombo”, ricorda Rossella, “era nipote del rabbino Cingoli, arrivato a Vercelli dalla natia Novara, proprio in occasione dell’inaugurazione della grande sinagoga nel 1878.”

Appena si parla della sinagoga di Vercelli Rossella si anima e ricorda che si tratta di un edificio storico di grande importanza anche per la sua particolare ampiezza architettonica, certamente tra i primi cinque edificati nel periodo post emancipazione. “Quando divenni presidente, cinque anni fa,” ricorda, “il tempio era praticamente in rovina; all’interno avevano fatto il nido gli uccelli che svolazzavano indisturbati. Con l’aiuto dell’Ucei e i fondi della 175 abbiamo rifatto tutte le vetrate, in modo da chiudere l’edificio a qualunque immissione esterna. Subito dopo, con l’aiuto dello Stato, di Fondazioni bancarie e privati siamo andati avanti: abbiamo restaurato i banchi, le porte dell’aron e in questo momento proseguono i lavori di restauro delle strutture murarie interne. Abbiamo anche appena restaurato, grazie a un generoso privato, il cimitero storico (ma ancora in uso), con la ricostruzione dei due edifici che si trovano al suo interno.”

E ora?
Dobbiamo classificare e poi far restaurare le lapidi del cimitero (il lavoro è affidato a Mauro Perani, sempre grazie ai fondi della 175). Poi la Fondazione beni culturali (e colgo l’occasione di ringraziare il presidente Bruno Orvieto, le vice presidenti Claudia De Benedetti e Annie Sacerdoti, per la loro costante presenza e supporto in tutti questi anni del mio lavoro, dal restauro delle vetrate ai lavori al cimitero) sta operandosi, anche con la ricerca di sponsor, per il restauro di tutti i tessuti che appartengono alla Comunità: meilim e parokhet antichi particolarmente preziosi e fortunosamente salvi dopo anni di abbandono.

Ma le idee e le realizzazioni della vulcanica presidente non finiscono qui. “Stiamo già restaurando il piccolo tempio di Biella, un gioiello pre-emancipazione, e vorrei quanto prima far restaurare l’aron cinquecentesco che si trovava nel tempietto invernale. Così, appena la situazione architettonica sarà stabilizzata, sarà possibile rispondere meglio alle richieste già oggi numerose di visite ai nostri luoghi ebraici, agli incontri e spiegazioni richiesti, utilizzando con maggiore regolarità anche per il culto le due sinagoghe, la grande di Vercelli e la piccola di Biella.”

Dunque anche se la Comunità è così piccola suscita curiosità tra non ebrei?
Enorme. Noi apriamo già tutte le domeniche con visite guidate ma, date le richieste, potremmo farlo tutti i giorni. Non ne abbiamo le forze. Sono praticamente sola a rispondere a tutte le richieste; ho solo un piccolo aiuto volontario per le aperture della domenica. E le richieste di coinvolgimento cittadino sono anche importanti, proprio come quella di questi giorni con l’organizzazione in città della mostra Peggy Guggenheim e l’immaginario surreale. La mostra, che è svolta in collaborazione con la collezione Peggy Guggenheim di Venezia, esporrà più di cinquanta opere appartenenti alle collezioni veneziane e newyorchesi. Per l’evento, prima tappa di un progetto triennale, anche la sinagoga di Vercelli sarà coinvolta come sito di interesse artistico, culturale e architettonico della città. La sinagoga sarà perciò aperta con più frequenza al pubblico.

Un sogno nel cassetto?
Che l’Ucei dia una mano concreta a noi piccole Comunità, la cui importanza per l’ebraismo va ben al di là del numero dei suoi aderenti. Per esempio, mettendoci a disposizione una segretaria anche part time: questo potrebbe essere un primo aiuto concreto che ci aiuterebbe a superare le quotidiane difficoltà finanziarie nelle quale ci imbattiamo.

Per visite alle sinagoghe: comebravc.presid@libero.it

Comunità: via Foa 70 – 13100 Vercelli, C.P. 91

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