Un appello contro il boicottaggio alle università israeliane e contro l’antisemitismo negli atenei. Come firmarlo

Italia

di Maia Principe

L’università italiana ha il dovere di tutelare i propri valori fondamentali: apertura, rigore, rispetto e libertà”.
Si conclude così l’appello lanciato da un gruppo di appartenenti alla comunità accademica italiana e ai centri di ricerca, insieme a cittadine e cittadini preoccupati per le sorti del Medio Oriente e per il riemergere di forme di antisemitismo nel dibattito pubblico, indirizzato alla Ministra dell’Università e della Ricerca, alla CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, nonché a tutti i colleghi del mondo accademico e ai cittadini impegnati per la pace in Medio Oriente e per la difesa della democrazia. Un appello accorato contro una deriva preoccupante nel mondo universitario, che coinvolge docenti e studenti, e che è in netta contrapposizione con la missione dell’istituto universitario: favorire la conoscenza, il dialogo e la comprensione reciproca.

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“Segnaliamo con allarme le mozioni di boicottaggio promosse in alcuni atenei italiani contro università e istituti di ricerca israeliani, e il loro corpo docente, di ricerca e studentesco – si legge nell’appello -. Queste iniziative, anche quando non consapevolmente antisemite, non solo contrastano con la vocazione dell’università e della ricerca — che devono restare spazi di libertà, confronto critico e cooperazione internazionale — ma contribuiscono anche a portare in superficie forme di antisemitismo latente, come segnalato nel recente rapporto dell’Istituto Cattaneo.

I casi verificatisi all’Università di Torino nel maggio scorso (nella foto), così come allo IUAV di Venezia e alla Statale di Milano, dimostrano come studenti e docenti — ebrei, israeliani o semplicemente impegnati nella difesa della libertà accademica — siano sempre più spesso esposti a esclusioni, intimidazioni e delegittimazioni.

Alla luce di quanto sopra, riteniamo urgente affermare quanto segue:

* I boicottaggi accademici violano la libertà di ricerca, insegnamento e parola, ostacolano il dialogo tra culture e la cooperazione scientifica, e alimentano la polarizzazione: introdurre discriminazioni politiche o identitarie significa minare i principi dell’università e della convivenza democratica.

* Il Ministero dell’Università e della Ricerca e la CRUI devono ribadire pubblicamente il valore della libertà accademica e la contrarietà a ogni forma di boicottaggio fondato su criteri politici o identitari.

* Gli atenei italiani devono impegnarsi a garantire la tutela di ogni studente, docente o ricercatore, indipendentemente dalla sua origine o cittadinanza.

* Ogni forma di antisemitismo va contrastata con chiarezza, anche quando si presenta sotto le spoglie di militanze ideologiche o di campagne selettive contro singole istituzioni accademiche.

* L’università è parte dell’amministrazione pubblica e non può essere posta in conflitto con altre istituzioni dello Stato. Appelli che contrappongono il mondo accademico ad altri settori dell’amministrazione, come il Ministero degli Affari Esteri o il Ministero della Difesa, indeboliscono il senso di responsabilità comune che ci lega nella cornice costituzionale. Una cornice che non limita l’autonomia universitaria ma la impreziosisce, attribuendole una responsabilità condivisa.

La pace si costruisce rifiutando la logica della demonizzazione dell’altro, attraverso il dialogo, l’inclusione e la ricerca di soluzioni condivise.

L’università italiana ha il dovere di tutelare i propri valori fondamentali: apertura, rigore, rispetto e libertà.

È tempo di riaffermarli con chiarezza e determinazione”.