Dopo il check-in, alcuni passeggeri israeliani si sarebbero diretti verso il controllo di sicurezza vicino al gate di imbarco. In quel momento, un gruppo di circa quindici passeggeri diretti in Marocco avrebbe iniziato a gridare slogan come “Free Palestine” e altre frasi contro Israele, formando una “catena umana” che impediva fisicamente agli israeliani di raggiungere il gate.
Momenti di forte tensione si sono verificati nei giorni scorsi all’aeroporto di Milano Malpensa, dove un passeggero israeliano diretto a Tel Aviv ha denunciato di essere stato bloccato all’imbarco insieme ad altri connazionali. Le immagini e il racconto dell’episodio sono stati diffusi dal portale di informazione israeliano Mako, che ha pubblicato un video girato nell’area dei gate.
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Secondo quanto riferito, l’episodio sarebbe avvenuto in una zona in cui due imbarchi ravvicinati, uno per Israele e uno per il Marocco, avrebbero favorito un contatto tra gruppi di passeggeri con posizioni politiche contrapposte. Da qui sarebbe nata una situazione di crescente tensione.
Il racconto del passeggero israeliano
A denunciare l’accaduto è Miki, cittadino israeliano residente a Ramat Yishai, rientrato in Israele dopo una breve vacanza in Italia con la moglie. Dopo il check-in, racconta, lui e altri passeggeri israeliani si sarebbero diretti verso il controllo di sicurezza vicino al gate di imbarco. In quel momento, un gruppo di circa quindici passeggeri diretti in Marocco avrebbe iniziato a gridare slogan come “Free Palestine” e altre frasi contro Israele.
Secondo la testimonianza, i passeggeri pro-palestinesi avrebbero formato una “catena umana”, impedendo fisicamente agli israeliani di raggiungere il gate. La situazione sarebbe rapidamente degenerata in spintoni, urla e provocazioni, con alcune persone che riprendevano la scena con il telefono, accusando gli israeliani di essere “assassini di bambini”.
La ricerca di aiuto e l’assenza di intervento immediato
Miki riferisce di aver cercato l’intervento delle forze dell’ordine, senza però trovarle immediatamente disponibili nell’area. Secondo il suo racconto, il posto di polizia dell’aeroporto sarebbe stato chiuso e il personale presente avrebbe assicurato che la polizia era stata avvisata. Nel frattempo, al gate, la tensione sarebbe proseguita nonostante i tentativi del personale delle compagnie aeree di separare i gruppi.
L’intero episodio, sempre secondo la denuncia, sarebbe durato circa venti minuti, durante i quali i passeggeri israeliani hanno avuto la sensazione di essere lasciati soli a gestire una situazione potenzialmente pericolosa.
Ritardi e conseguenze
La tensione si sarebbe infine sciolta quando i passeggeri diretti in Marocco si sono allontanati per non perdere il proprio volo. Il volo per Tel Aviv, invece, avrebbe subito un ritardo superiore alle due ore, inizialmente a terra e successivamente anche dopo l’imbarco.
“È stata un’umiliazione e poteva finire molto peggio”, ha dichiarato Miki, sottolineando come l’episodio abbia avuto un forte impatto emotivo oltre alle conseguenze pratiche sul viaggio.
Versioni da verificare
Al momento, il racconto si basa principalmente sulla testimonianza diffusa sui social e sul video pubblicato da Mako. Le immagini non chiariscono in modo definitivo la dinamica dei fatti, né risultano al momento comunicazioni ufficiali dettagliate da parte delle autorità aeroportuali o delle forze dell’ordine. L’episodio ha comunque riacceso il dibattito sulla sicurezza negli aeroporti e sulla gestione di tensioni legate al conflitto israelo-palestinese anche lontano dai teatri di guerra.



