Milano: vandalizzata una pietra di inciampo. Il Coordinamento dei comitati milanesi le “adotta” tutte

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La pietra di inciampo dedicata a Coen vandalizzata (fonte: Repubblica.it)

La pietra di inciampo dedicata a Dante Coen vandalizzata (fonte: Repubblica.it)

A pochi giorni dalla posa, è già stata vandalizzata una delle “pietre d’inciampo” posate giovedì scorso lungo le strade milanesi. Una delle prime sei pietre posate dall’artista Gunter Demnig il 19 gennaio a Milano è stata imbrattata con della vernice nera nella notte fra venerdì e sabato. Si tratta di quella posata in via Plinio e dedicata a Dante Coen, deportato ad Auschwitz ed ucciso a Buchenwald.  La denuncia viene dalla figlia di Dante Coen, Ornella, che lavora al Cdec, centro di documentazione ebraica contemporanea: “L’abbiamo trovata coperta da una vernice nera la mattina di sabato – ha spiegato a Repubblica -. Mio marito lo prevedeva, io ero fiduciosa che la città avrebbe avuto rispetto. Comunque addolorata e avvilita, sono andata a comprare l’acquaragia e con mia figlia Laura siamo scese in strada a pulire. Lo trovo un oltraggio grave alla memoria di una persona che non c’è più e che non si può difendere. D’ora in poi vigileremo tutti i giorni perché questo non accada di nuovo. Credo che questo sfregio sia il frutto di un clima brutto in cui il negazionismo ha ancora molto seguito”.

“Quanto è successo rivela che ci sono ancora resistenze a ricordare la Shoah – ha dichiarato a Mosaico Davide Romano, Assessore alla Cultura della Comunità Rbraica di Milano -. E dunque moltiplicheremo le pietre sperando siano d’inciampo ai negazionisti e alle loro folli teorie. Per questo passeremo il prossimo anno dalle 12 pietre d’inciampo previste a 24“.

Fra i primi a indignarsi c’è il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che in un post su Facebook commenta: “Lo sfregio della ‘pietra d’inciampo’ per Dante Coen è un gesto inaccettabile. La memoria viene prima di tutto e Milano non si piegherà mai di fronte a chi vuole cancellare le nostre radici”. Protesta anche l’Anpi per bocca del suo presidente provinciale Roberto Cenati: “E’ un gesto gravissimo segnale di un clima preoccupante”. La polizia locale esaminerà i filmati delle telecamere poste nei pressi del sampietrino vandalizzato per vedere di identificare e denunciare gli autori del vile atto.

L’iniziativa dei Comitati Milanesi: “adottiamo le pietre d’inciampo”
Immediata anche la reazione del Comitato Abruzzi-Piccinini (in cui rientra via Plinio), che ha deciso di adottare la pietra di inciampo di via Plinio 20 impegnandosi a monitorarla e a ripararla in caos di eventuali nuovi imbrattamenti. “Questa iniziativa vuole portare rispetto alle persone legate a queste pietre di inciampo e ai valori che essi incarnano – spiega a Mosaico Fabiola Minoletti, presidente del Comitato Abruzzi Piccinini e vicepresidente del Coordinamento Comitati Milanesi (e nuora di un figlio della Shoah) -. A cadenza monitoreremo lo stato della pietra e se sarà possibile ripuliremo noi, altrimenti, nei casi disgraziatamente più invasivi, contatteremo le autorità per un provvedimento di ripristino e sanzionatorio. Perché queste barbarie anche simboliche devono essere sapute e condannate anche solo a livello morale”.

 

Ma l’iniziativa del comitato Abruzzi-Piccinini si estende anche a tutti gli altri comitati milanesi. “In tutte le zone in cui ci sono delle pietre d’inciampo, i Comitati si attiveranno come ‘sentinelle‘ per controllare che non vengano danneggiate e, nel caso lo siano, rimediarvi – aggiunge Salvatore Crapanzano, presidente del Coordinamento Comitati Milanesi -. Speriamo solo di dovere fare interventi di sola pulitura…”.

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