Il cantiere del Memoriale della Shoah alla Stazione Centrale di Milano [foto Ester Moscati]

Memoriale della Shoah: oltre 3500 visite negli open-day

Italia

memorialeIn occasione del XVI Giorno della Memoria, celebrato il 27 gennaio, il Memoriale della Shoah di Milano è stato visitato da oltre 3.500 persone nei quattro giorni di Open Day, da domenica 24 a mercoledì 27, e altre 3.000 sono attese fino al 31 gennaio, giorno di chiusura delle aperture straordinarie.

Scolaresche, famiglie, cittadini – in prevalenza milanesi, ma anche provenienti da altre città del Centro e del Nord Italia – hanno colto quest’occasione per conoscere questo luogo unico in Europa, in quanto il solo teatro delle deportazioni ad essere rimasto intatto.

Tra le novità progettuali presentate quest’anno, vi è il completamento delle sei Stanze delle Testimonianze, una serie di proiezioni di filmati che danno voce alle storie dei sopravvissuti alla Shoah, e la realizzazione dell’Osservatorio, elemento architettonico di forma tronco-conica che si affaccia all’interno dell’area dei binari.

Quest’anno, inoltre, lo spazio di visita del Memoriale ha visto l’apertura di un’esposizione temporanea – visitabile fino al 29 febbraio – dal titolo “Dalle leggi antiebraiche alla Shoah”, a cura di Fondazione CDEC e allestita dagli architetti Guido Morpurgo e Annalisa de Curtis.

Domenica 24 gennaio è stata anche inaugurata, alla presenza del Presidente della Fondazione Memoriale della Shoah Ferruccio de Bortoli, la mostra “Gli atleti della speranza”, realizzata dalla Comunità di Sant’Egidio e dal Liceo Artistico Statale Caravaggio.

La mostra, il cui titolo si ispira a una citazione di Erri de Luca, espone diverse opere artistiche sviluppate dagli stessi studenti del Liceo Caravaggio che, in occasione della permanenza di 4.500 profughi all’interno del Memoriale durante i mesi estivi, hanno avuto l’opportunità di entrare in contatto con alcuni di loro e di ascoltare le loro storie e testimonianze di vita.

I lavori, esposti nello stesso luogo in cui i profughi sono stati ospitati, lasciano il segno del passaggio di linguaggi sconosciuti che, attraverso l’arte e la sensibilità espressiva dei ragazzi, hanno assunto nuove forme di racconto. La mostra resterà aperta per tutto il mese di febbraio.

Il Memoriale sorge laddove tra il 1943 e il 1945 migliaia di ebrei, rastrellati in città e nella regione, furono caricati su vagoni merci e agganciati ai convogli diretti ad Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen e ai campi italiani di raccolta, come Fossoli e Bolzano. Dagli stessi binari partirono anche numerosi deportati politici, destinati al campo di concentramento di Mauthausen o ai campi italiani.

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