Mantova: cimitero ebraico sta per essere profanato. Fermiamo i lavori!

Italia

di Redazione

Pubblichiamo il comunicato dell’ARI, Assemblea dei Rabbini d’Italia, in merito all’antico cimitero di Mantova, dove si legge: “L’imminente grave profanazione costituisce non solo un’offesa alla tradizione religiosa ma a nostro parere è anche in contrasto con le leggi dello Stato sui vincoli cimiteriali”.

ASSEMBLEA DEI RABBINI D’ITALIA
25 settembre 2019
CIMITERO EBRAICO DI MANTOVA

COMUNICATO DELL’ASSEMBLEA RABBINICA ITALIANA

Nell’incontro che si è svolto il 24 Settembre a Mantova con il Sindaco e rappresentanti dell’Ucei
e dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia, il Sindaco ha chiarito che sono previsti in tempi brevi lavori
di scavo nel capannone 2, costruito sull’area cimiteriale, in profondità di 1,4 m con l’impianto di
numerosi piloni. Questo intervento costituisce un’evidente profanazione delle sepolture sottostanti.

Il Sindaco si è dichiarato disponibile a esaminare soluzioni alternative, purché senza aggravio
economico e nel rispetto dei progetti di costruzione che sono comunque irrispettosi delle
sottostanti sepolture. L’intervento sul capannone 2 è peraltro solo una parte di un progetto che
presenta varie criticità.

L’imminente grave profanazione costituisce non solo un’offesa alla tradizione religiosa ma a nostro
parere è anche in contrasto con le leggi dello Stato sui vincoli cimiteriali e sulle specifiche leggi
dello Stato sulle sepolture ebraiche.
L’urgenza ci impone di sciogliere il riserbo che come rabbini abbiamo finora tenuto sull’argomento
e a denunciare pubblicamente la situazione chiedendo l’immediata interruzione dei lavori e la
revisione dei progetti nel rispetto della normativa religiosa.

Quello che ci troviamo ad affrontare è un problema religioso e umano estremamente sensibile: il
rispetto dei morti è alla base di qualunque società e tocca sentimenti profondi dell’animo umano.
Il Comune di Mantova ha sicuramente fatto sforzi per tenere conto di questa sensibilità, chiediamo
di fare un ulteriore sforzo e di evitare quella che a tutti gli effetti si configurerebbe come una
profanazione.
Rav Alfonso Arbib
Presidente Assemblea Rabbinica

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