In Regione Lombardia una mostra per ricordare la Brigata ebraica, fino al 14 febbraio

Italia

di Roberto Zadik

Una pagina di storia molto importante e dimenticata – o contestata per troppo tempo- , come quella sulla Brigata Ebraica e i suoi valorosi volontari, diventa ora protagonista di “La Brigata ebraica nella guerra di liberazione dell’Italia” una mostra a ingresso libero aperta al pubblico in Regione Lombardia fino a metà febbraio.

In concomitanza con gli eventi per il Giorno della Memoria, il 21 gennaio è stata inaugurata l’esposizione, organizzata da Davide Romano, direttore del Centro Studi Nazionale sulla Brigata Ebraica, con un evento al primo piano del “Pirellone” al quale hanno partecipato varie personalità istituzionali. Nata dalla sinergia fra il Museo della Brigata e l’Associazione Figli della Shoah, l’iniziativa, patrocinata dalla Regione Lombardia, dall’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI) e dalla città di Lodi  intende evidenziare il patriottismo e la forza morale di quegli ebrei che, come ha evidenziato Romano, riuscirono “nonostante le atrocità dei lager nazisti a trovare la forza per combattere il nemico” in una battaglia oltre che bellica anche morale e spirituale.

Nelle file dell’Esercito Britannico e della futura Brigata e tra i suoi volontari c’erano anche diversi ebrei italiani, come il valoroso Piero Cividalli, presente alla cerimonia nonostante i suoi 94 anni e venuto appositamente da Tel Aviv dove da tempo risiede, che,  come ha sottolineato Daniela Dana Tedeschi, vicepresidente della Associazione Figli della Shoah, col loro impegno dimostrarono di essere “cittadini italiani di religione ebraica” pronti a liberare il proprio Paese nonostante il tradimento del fascismo.

In che modo viene ricordata la Brigata? Con foto, lettere, documenti e le uniformi del corpo militare indossate dai manichini in sala. Durante la cerimonia vari gli interventi istituzionali di primo piano. Dal presidente della Regione Attilio Fontana che ha elogiato la Brigata e il sacrificio di “chi ha contribuito a liberare l’Italia dal giogo del nazifascismo” al presidente del Consiglio Regionale Alessandro Fermi che ha evidenziato, oltre all’importanza del ricordo e del “dovere di mantenere la memoria ricordandosi di ricordare”, la centralità della pace e della democrazia annunciando che il prossimo 11 febbraio l’esposizione verrà visitata dalla senatrice Liliana Segre.

In ambito ebraico Davide Romano ha messo in luce il “doppio valore” di questa iniziativa basata su “fatti storici” che superano qualsiasi pregiudizio. Nel suo intervento  ha sottolineando il valore di quegli ebrei che, nonostante le sofferenze, lottarono nei ranghi dell’esercito testimoniando il legame verso il Paese d’origine degli ebrei italiani: “fu un legame molto forte anche nel Risorgimento e del quale l’antisemitismo ha voluto cancellare completamente la memoria”.

Molto toccante la testimonianza di Cividalli, ultimo sopravvissuto italiano della Brigata che ha ripercorso la sua avventurosa e dolorosa esperienza. Nato nel 1926 a Firenze, ha narrato il brusco “voltafaccia” dell’Italia fascista, la sua condizione di bambino che “sapeva solo di essere italiano e ebreo e nient’altro, nemmeno sapevo cosa fossero”; ripercorrendo l’amicizia con Nello Rosselli che poi venne ucciso dai fascisti assieme al fratello Carlo e sottolineando l’importanza di questa iniziativa perché “gli italiani non studiano la loro storia e stanno diventando indifferenti verso il fascismo che li ha portati alla rovina”.

Alla presenza di una serie di consiglieri e assessori regionali è stata inaugurata questa esposizione che si svolge in contemporanea, sempre in Regione, all’iniziativa “Gli ebrei italiani sotto il Regno sabaudo”. L’esposizione verrà poi trasferita nei locali del Beth Shlomo che è estremamente collegato alla Brigata. Infatti esso è nato grazie a quegli ebrei profughi che negli anni ’50 si trasferirono da via Unione nel tempio di Porta Romana, poi in corso Lodi con una prestigiosa parentesi all’Ottagono in Galleria Vittorio Emanuele; oltre a essere un luogo di preghiera e studio ospita numerose attività, come le serate dell’Associazione Amici di Israele, ADI e  il Museo della Brigata Ebraica. Per informazioni sulla mostra www.brigataebraica.it

 

Mostra a ingresso libero, aperta al pubblico in Regione Lombardia fino a metà febbraio (da lunedì a giovedì dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 e il venerdì fino alle 12.30). Successivamente  verrà trasferita presso il Centro Culturale Beth Shlomo (www.bethshlomo.org) 

 

Nella foto di www.brigataebraica.it:  seduto, Piero Cividalli. In piedi, subito dietro, da sinistra a destra: Daniela Dana Tedeschi (vice-presidente Figli della Shoah), Davide Romano (Direttore del Centro Studi Nazionale della Brigata Ebraica), Carlo Borghetti (Vice-Presidente del Consiglio Regionale), Attilio Fontana (Presidente Regione Lombardia) e Francesca Brianza (vice-presidente del Consiglio Regionale).

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