Grave episodio antisemita in una farmacia di Milano

Italia

di Redazione

“Israele, ma anche tutti gli ebrei, dai De Beers agli attori americani … “. Tutti colpevoli dei problemi del mondo, ladri e assassini. Un florilegio dei peggiori stereotipi antisemiti e antisionisti. A poche settimane dall’uscita del libro L’ebreo inventato che spiega come controbattere ai preconcetti, ai luoghi comuni e alle calunnie millenarie, un episodio accaduto in una farmacia di Milano dimostra una volta di più quanto sia necessaria un’opera di “civilizzazione” e informazione diffusa.

Una cliente al banco, un commento su un sonnifero dal nome inconsueto, Laila, una farmacista che alla parola “Israele” reagisce con una violenza verbale agghiacciante, lanciando accuse a tutto campo, dal “furto della terra palestinese” al “meglio morta che ebrea”; ecco gli elementi di una vicenda che ha avuto, al momento, seguito in una segnalazione all’Osservatorio antisemitismo del CDEC e in un confronto tra il presidente della Comunità milanese, Milo Hasbani, e il titolare della Farmacia dove si è svolto il fatto.

Questa la lettera di scuse inviata alla Comunità: “La farmacia Vesuvio ringrazia sentitamente il Presidente della Comunità ebraica di Milano, Milo Hasbani, per averci dato la possibilità di scusarci pubblicamente per le gravi e improvvide affermazioni della nostra dipendente, che non esprimono in alcun modo il sentire della Farmacia e dalle quali la stessa si dissocia fermamente. Ci dispiace se tale episodio ha causato offesa o disagio alla cliente che ha denunciato l’accaduto e a qualsiasi altro membro della Comunità. Confidiamo che simili episodi non si ripeteranno in futuro e garantiamo che la Farmacia sarà, in piena coerenza con la sua storia, un luogo aperto a tutti. Dott. Achille Bonandrini”.
Rimbalzata sui social network, la vicenda tuttavia ha rivelato un aspetto non meno increscioso: “Di fronte a simili episodi – ha detto Hasbani – sarebbe necessaria l’unità tra tutti gli ebrei. Invece, spesso, legittime differenze di opinione, anche sulle strategie da adottare per rispondere ad atti di antisemitismo, si trasformano in attacchi personali e commenti dai toni estremamente aggressivi che non fanno bene alla Comunità. Per l’odio gratuito tra ebrei – dicono i nostri Maestri – è stato distrutto il Tempio di Gerusalemme”.
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