Anni ’30? No, Roma 2014. Si torna alle liste contro i negozi di ebrei

Italia

di E. M.

imageRoma, piazza Bologna. In tutta la zona, fino al quartiere africano, manifesti firmati Militia, un’organizzazione di estrema destra, segnalano un elenco di negozi da boicottare e catene commerciali e aziende, perché di ebrei. E naturalmente, anche il codice a barre che contrassegna i prodotti israeliani. Sembra di essere tornati agli anni Trenta. Naturalmente c’è una enorme differenza: allora l’antisemitismo era di Stato, oggi i responsabili sono ricercati e saranno perseguiti.

 

Ma vorremmo soffermarci su un aspetto della vicenda. La vignetta che accompagna l’invito al boicottaggio “per fermare il massacro del popolo palestinese” è di Carlos Latuff, un disegnatore brasiliano, di origine libanese, specializzato in satira politica. I suoi lavori sono improntati all’anticapitalismo, pacifismo e antimilitarismo. È molto conosciuto per le sue vignette sul conflitto israelo-palestinese e, più recentemente, sulla Primavera araba.

È un’icona della sinistra, le sue immagini dal segno grafico inconfondibile sono utilizzate in tutte le campagne anti-israeliane delle organizzazioni propal dell’arcipelago rosso.

L’utilizzo della vignetta di Latuff nei manifesti affissi a Roma è solo l’ultimo esempio di quella saldatura ormai evidente tra antisemiti e anti-israeliani di estrema destra, di estrema sinistra e immigrati arabo-magrebini che dilaga oggi in Europa, in particolare  in Francia, in Belgio, in Germania. Saldatura che non si è nascosta negli attacchi alle sinagoghe di Parigi, dove arabi con la kefiah marciavano fianco a fianco con teste rasate, le croci celtiche tatuate sulle braccia.

In una intervista rilasciata a Marina Gersony per il Bollettino/Mosaico (in uscita a fine agosto), Georges Bensoussan, storico francese autore di saggi fondamentali sull’antisemitismo e la Shaoh, afferma: “È evidente che quando Israele difende i suoi cittadini dai missili, l’antisemitismo si ripresenta ogni volta in modo estremamente violento. Va però precisato che l’antisemitismo ha origini diverse: una è dell’estrema destra europea che si approfitta della popolazione araba per esprimersi liberamente. E poi c’è un antisemitismo di ultrasinistra che, celandosi dietro le critiche della politica governativa israeliana, nega in realtà il diritto dello Stato ebraico ad esistere”.