Il premier israeliano Benjamin Netanyahu

Netanyahu chiederà alla Knesset di reintrodurre il tracciamento anti-Covid dello Shin Bet

di Paolo Castellano
Durante la prima ondata di Coronavirus, il governo israeliano aveva concesso allo Shin Bet, l’agenzia di sicurezza interna, di tracciare gli spostamenti dei positivi attraverso i loro smartphone. Dopo diverse discussioni sulla privacy, il programma era stato sospeso perché si pensava che la pandemia fosse passata.

Tuttavia, nelle ultime settimane Israele sta affrontando una nuova ondata di contagi. Ciò ha spinto Benjamin Netanyahu, attuale premier israeliano, a chiedere la riattivazione del programma di sorveglianza sanitaria. Come riporta Haaretz, il 24 giugno il gabinetto di governo si è riunito per valutare la necessità di riprendere il monitoraggio dei contagi con l’ausilio delle tecniche di intelligence sviluppate dallo Shin Bet per contrastare il terrorismo.

Con il sostegno del partito Blu-Bianco di Benny Gantz – attuale ministro della Difesa – Netanyahu presenterà un disegno di legge in parlamento. Dunque, si presume che la prossima settimana i parlamentari della Knesset dovranno effettuare un voto preliminare sulla riattivazione del tracciamento.

Il giornalista Amos Harel del quotidiano Haaretz sostiene che il monitoraggio sia l’ultima spiaggia del governo israeliano per contenere la seconda ondata di Covid-19, verificatasi per colpa delle poco rispetto delle misure sanitarie e della riapertura troppo rapida delle attività sociali. A parte ciò, molti si chiedono se le operazioni anti-Covid non metteranno a rischio la sicurezza interna di Israele e che fine faranno tutte le informazioni sensibili raccolte dall’agenzia di intelligence.

Secondo BloombergNetanyahu avrebbe già risposto alle critiche dell’opinione pubblica, sostenendo che il nuovo meccanismo di tracking verrà messo sotto controllo: «Se necessario, questo strumento, che sarà completamente monitorato, ci aiuterà a fermare la diffusione della pandemia».

Dunque l’ultima parola spetterà alla Knesset. Nel frattempo in Israele sono oltre 21 mila i casi di Covid-19 e 300 i decessi. In confronto allo scorso mese, gli infetti sono tornati a crescere anche perché molte persone hanno ignorato le linee guida del Ministero della Sanità riguardo l’utilizzo delle mascherine e il rispetto della distanza sociale.

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